[ASPETTANDO IL FESTINO/LA MACCHINA SCENICA] Dall’annuncio al corteo: la storia di San Vito a quadri viventi

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Un evento che unisce alle suggestioni di una tradizione devozionale plurisecolare, il senso della storia, e ancora di più, l’attualità del messaggio che attraverso la festa stessa si vuole rivolgere ai partecipanti tutti. Così il direttore artistico Giovanni Isgrò presenta la teatralizzazione a quadri viventi per il festino di San Vito. «”Tante cose sono in una cosa”, scriveva Bertold Brecht e tante cose vogliono essere in questo evento» spiega Isgrò. Insieme all’immagine bellissima e rassicurante del Santo portato in trionfo per le vie della città e venerato nelle diverse celebrazioni liturgiche, il tradizionale “corteo a quadri viventi” è integrato da presenze di alto valore simbolico ed esaltato dalla memoria di testimonianze significative della storia: «In primo luogo la diffusione del culto delle reliquie di San Vito in buona parte dell’Europa medievale ad opera di Pipino il Breve, re dei franchi, padre dell’imperatore Carlo Magno, e ancora, degli imperatori Ottone III di Sassonia e Carlo IV di Boemia, personaggi, questi, che sfileranno in testa al corteo» spiega Isgrò.

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E c’è il ritorno delle Repubbliche Marinare come atto di omaggio al Patrono, protettore dei naviganti. «Questo aspetto del rapporto di San Vito con il mare sarà ulteriormente evidenziato dalla presenza dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (sezioni di Palermo, Carini e Mazara del Vallo) che daranno vita ad un significativo gemellaggio fra due città (Carini e Mazara del Vallo) accomunate  dalla devozione verso il medesimo Santo Protettore» dice Isgrò. L’attualità del messaggio cristiano sarà a sua volta caratterizzato da componenti portanti dello spettacolo itinerante.

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«Da un lato c’è la presenza dei pellegrini delle vie francigene che  nella loro veste medievale indicheranno il senso di un percorso storico rinnovato in questo 2013, che la Chiesa Cattolica ha proclamato come Anno della Fede. Gli stessi pellegrini medievali daranno vita alla sacra rappresentazione che avrà luogo alla fine del corteo a quadri viventi e che porterà il titolo  de Il Mistero di San Vito secondo la forma scenica del sacro in uso a Mazara del Vallo come nel resto d’Europa.

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La parola “mistero” non è  però soltanto recupero di una memoria drammaturgica; è soprattutto ricerca di purezza  nel teatro, al di là dell’idea borghese e commerciale del rappresentare basata sulla dominante della spettacolarità ad ogni costo o/e dell’esibizione mattatoriale». La sacra rappresentazione avverrà in piazza della Repubblica (giovedì 22 agosto, ore 21,30): «La piazza sarà restituita così per l’occasione al ruolo di plaza major regular, centro dell’urbe e luogo deputato massimo della cerimonia festiva. Ma anche spazio della monumentalità urbana (dal seminario alla Cattedrale alla statua marmorea del Santo) nel ruolo di componente attiva della sacra azione scenica».

(Le foto di questo servizio sono di Filippo Serra)

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