Attilio Vinci: “NINNI FIORE”

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copertina_ninniATTILIO VINCI
Ninni Fiore
(edizione Lithos) | 2013 | pp. 180 | € 10 (ricavato devoluto in beneficenza per progetto Mcl a sostegno dell’Università cattolica del Patriarcato latino di Gerusalemme in Giordania)

È un volume a tante, tantissime mani – quante sono state quelle degli amici di Ninni Fiore – quello che ha scritto Attilio Vinci, apprezzato giornalista, non estraneo all’esperienza letteraria, in memoria del medico e politico castelvetranese, prematuramente scomparso nel 2002. Riunendo, infatti, i ricordi di quanti gli sono stati vicini, per motivi familiari, professionali, politici e umani, viene fuori un vivido ritratto, a tutto tondo, di un uomo, di un credente, profondamente impegnato nel sociale, sia per la sua attività di apprezzato cardiologo, sia per la sua militanza politica e nell’associazionismo di ispirazione cattolica (in particolare nel Movimento Cristiano Lavoratori), sia per il suo attaccamento alla famiglia e ai valori che da essa promanano. Una vita intensamente spesa, quella di Ninni Fiore, a servizio della promozione umana, che lo portava, con squisita semplicità, a privilegiare sempre gli ultimi e i più deboli. Dalle testimonianze che Vinci ha saputo raccogliere, partendo dalle radici, dall’ambiente familiare, dalla passione per la politica, dalla scelta professionale, dalla vocazione per il sociale, emerge il calore umano e spirituale della coscienza cristiana che ha informato la vita di Ninni, la cui personalità era improntata appunto dal calore umano e spirituale cui si univa una spiccata sensibilità che non era mera filantropia, ma, come ha opportunamente detto don Pietro Pisciotta, in occasione della intitolazione dell’auditorium comunale alla sua memoria, spirito di servizio, generosità, impegno per gli altri, in una parola: amore. Mi sembra che a questo denominatore comune, che è poi il nucleo essenziale del messaggio evangelico, si sia ispirata tutta l’esistenza di Ninni che, nei suoi multiformi interessi, ha sempre avuto di mira il servizio del prossimo, nel quale riusciva a scoprire sempre il fratello, l’amico, l’immagine stessa di Cristo. E non dico queste cose sol perché esse si evincono dalla memoria di coloro che lo hanno apprezzato, amato e rimpianto; ma anche per esperienza personale, viva e diretta. La mia famiglia era intimamente amica con quella di Angelo Fiore, padre di Ninni, dal quale forse egli ha ereditato la passione per la professione medica e per l’impegno sociale e politico. Amico del fratello minore Tonino e della sorella Giuseppina, ragazzi, vedevamo già in Ninni un leader, un punto di riferimento, qualcuno a cui rivolgerci con fiducia per dirimere le nostre piccole beghe o per risolvere i nostri primi piccoli problemi. Più tardi, come tanti altri, ne ho apprezzato la dirittura morale, l’onestà, la calma, la serenità, l’acutezza dei giudizi, spesso anche la capacità di prevedere l’evoluzione degli eventi e, pur avendo maturato scelte politiche diverse dalle sue, ho sempre nutrito per lui rispetto e ammirazione. Ecco perché mi sono commosso a leggere questo libro che, come dice l’autore, non è soltanto un ideale veicolo per ricordarlo, ma, soprattutto, un mezzo per indicarlo quale esempio, a oltre dieci anni dalla sua morte inattesa.

Francesco Saverio Calcara

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