DIETRO LE SBARRE/«Eccellenza, ci perdoni per l’aver mancato alla legge di Dio…»

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Il coro diocesano, diretto da Eugenia Sciacca, si è esibito presso il carcere di Castelvetrano, nell’ambito dell’anno giubilare. Molta emozione è stata vissuta sia da parte dei detenuti che dei coristi. Una delle sette opere di misericordia corporale ricorda: «ero carcerato e mi avete visitato».

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L’esperienza, dunque, è stata di crescita per il coro che espleta con grande senso del servizio il compito di animare le celebrazioni presiedute dal Vescovo. Durante la santa messa, presieduta dal Vicario don Vincenzo Greco, un detenuto ha presentato una riflessione da consegnare al Vescovo. Qui di seguito il testo:

«Eccellenza, volevamo ringraziarla per la sua presenza in mezzo a noi che abbiamo smarrito la via del giusto e che ogni giorno cerchiamo la Misericordia di Dio. Noi che abbiamo peccato per vanità e qualcuno per bisogno, sappiamo della punizione che la giustizia terrena ci ha riservato e siamo qui a scontare la nostra pena con la detenzione. Ma a lei, eccellenza, chiediamo di perdonarci l’aver mancato alla legge di Dio. Volevamo ancora chiederle di pregare con noi per tutti i migranti morti e per quelli che ogni giorno rischiamo la vita per fuggire da guerre, soprusi, fame e carestie, che sono costretti a subire a causa di uomini senza scrupoli che non si voltano a vedere quanti morti la loro sete di ricchezza ha mietuto. Per tutte le vittime del terrorismo che in nome di Dio uccidono innocenti in tutto il mondo. Per tutti coloro che amministrano la giustizia affinché si rendano conto che la legge è uguale per tutti e non si può usare due pesi e due misure. Per una parità nella vita perché tutti siamo uguali e non si può dare tutto agli uni e nulla agli altri. Per Papa Francesco che nostro Signore Gesù possa tenerlo in salute per continuare con la sua passione e umanità a riempire il corpo e l’anima dei poveri che ormai in lui vedono un’ancora di salvezza, visto che chi ha il dovere di occuparsi di loro non lo fanno. Per le nostre famiglie che soffrono più di noi a causa della nostra detenzione. Per il personale penitenziario, per gli educatori, per i volontari che anche se i mezzi a loro disposizione sono pochi, si sforzano per alleggerire il peso della reclusione. Per tutti i malati per una pronta guarigione. Per i defunti che Dio li abbia in gloria. Per tutti loro, eccellenza, chiediamo una preghiera al Padre nostro, a lui Padre misericordioso che ha mandato sulla terra suo figlio per farsi carico dei nostri peccati, a lui che ci ha donato una Madre senza peccato, a lui che ci ha donato l’intelligenza e plasmato a sua immagine e somiglianza. A te Padre, che in ogni momento della nostra vita ci insegni ad amare, a te Padre chiediamo di ascoltare la nostra preghiera. Eccellenza, le chiediamo di ricordarci sempre così, da non farci diventare invisibili agli occhi di tutta la comunità cristiana».

I detenuti del carcere di Castelvetrano

 

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