“Cosa ti manca per essere felice?” di Simona Atzori

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SIMONA ATZORI
Cosa ti manca per essere felice?
(edizioni Mondadori) | 2013, pp. 189 | € 17,00

COP_atzoriDipinge con i piedi e, quando danza, non vedi che il Signore l’ha disegnata senza braccia. Perché la sua marcia in più è il sorriso e a ferirla sono solo i limiti che gli altri le impongono. In un libro la sua felicità. Simona Atzori (che fa parte dell’associazione dei pittori che dipingono con la bocca e con i piedi) è una ballerina, una pittrice ed una scrittrice. Cosa ha di particolare? Lo sguardo solare, l’energia, la voglia di fare e quella autoironia che la fa sorridere dei limiti che gli altri vedono in lei. Perché gli altri, quando la incontrano, spesso vedono solo che è nata senza braccia. «Cosa ti manca per essere felice» è il libro nato da un sogno ed il nostro è quello di raccontare la famiglia, quella bella, alla nostra comunità. Il libro sin dalla dedica ci offre questa possibilità. Simona infatti dedica il libro alle sue due famiglie, quella d’origine (papà, mamma Tonina, sua sorella Gioia) e quella che ha costruito con Andrea, il suo compagno. Relazioni forti che accolgono, non per un diritto di sangue ma per una concreta scelta d’amore dei suoi componenti. Relazioni da difendere in un momento in cui non siamo più capaci di pensarci se non in chiave individuale. Attraverso la sua vita ci testimonia un fatto semplice e grande insieme: dietro tutti i traguardi che ha raggiunto non c’è soltanto una grande volontà e determinazione, ma soprattutto il sostegno e la gioia di vivere di una famiglia che ha sempre assunto come bussola del suo agire l’Amore. «Perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, invece di guardare quello che c’è? Spesso i limiti non sono reali, i limiti sono solo negli occhi di chi ci guarda. Dobbiamo fermarci in tempo, prima di diventare quello che gli altri si aspettano che siamo. È nostra responsabilità darci la forma che vogliamo, liberarci di un po’ di scuse e diventare chi vogliamo essere, manipolare la nostra esistenza perché ci assomigli». Così Simona scrive. Ma lei ci ricorda che «non importa se hai le braccia o non le hai, se sei lunghissimo o alto un metro e un tappo, se sei bianco, nero, giallo o verde, se ci vedi o sei cieco o hai gli occhiali spessi così, se sei fragile o una roccia, se sei biondo o hai i capelli viola o il naso storto, se sei immobilizzato a terra o guardi il mondo dalle profondità più inesplorate del cielo. La diversità è ovunque, è l’unica cosa che ci accomuna tutti».

A cura di Sonia Bini

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