[ECCELLENZE DI SICILIA] I ricercatori siciliani dell’Iamc-Cnr di Torretta Granitola in missione al Polo Nord – GUARDA IL VIDEO

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Tutto è nato davanti ad un improvvisata pasta all’amatriciana. Una cena di un solo piatto, come quelle che si consumano nelle basi di ricerca, che è servita per mettere insieme ricercatori siciliani e norvegesi. «Ricordo che siamo andati in missione esplorativa al Polo Nord e, durante quella cena, parlando coi colleghi della Norvegia, abbiamo raccontato cosa facciamo e loro sono rimasti entusiasti. Da qui la proposta di ricerca in cooperazione» racconta la ricercatrice Giusy Buscaino. Da Capo Granitola, a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, al Polo Nord: è nata così la ricerca in partenariato che sta impegnando il gruppo di bioacustica dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr, operante nell’ex tonnara di Capo Granitola col Polar Institute.

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Hanno messo nero su bianco in un progetto e il Governo norvegese lo ha finanziato. L’obiettivo è quello di studiare, per la prima volta, lo spostamento dei ghiacciai attraverso le onde sonore che si propagano in mare. La novità approdata al Polo Nord è targata Sicilia. Infatti la bioacustica applicata agli ambienti marini è nata nel 2004 dentro i laboratori del Cnr di Mazara del Vallo e oggi conta dodici tra ricercatori e tecnici, come unica équipe a livello italiano. A capo c’è Giusy Buscaino, che da poche settimane è tornata dalla sua terza missione a mille chilometri a nord di Capo Nord, nell’arcipelago delle Svalbard. Qui ha sede la stazione di ricerca artica del Cnr “Dirigibile Italia”.

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Un’impresa non facile per questo gruppo di ricercatori, tutti siciliani, impegnati da anni nel conoscere lo stato di salute del mar Mediterraneo e dei pesci che l’abitano. «Temperature e condizioni climatiche totalmente diverse – racconta Giusy Buscaino – per le quali abbiamo dovuto testare gli strumenti e prepararci anche fisicamente ad affrontare le rigide temperature e il pericolo degli orsi…». Nel mare, alla profondità di 80 metri, hanno ancorato tre recorder, dall’aspetto simile agli autorespiratori che registrano le onde sonore a bassa e alta frequenza. «I risultati ci serviranno per lo studio non soltanto degli spostamenti dei ghiacciai – spiega – ma anche per documentare la presenza di organismi marini ed eventuali fonti di inquinamento». Una lettura del mondo sottomarino attraverso le onde sonore è stata già applicata nel Mediterraneo.

Il tecnico Vincenzo Di Stefano e la ricercatrice Giusy Buscaino.
Il tecnico Vincenzo Di Stefano e la ricercatrice Giusy Buscaino.

Questi ricercatori, quasi tutti con un’età inferiore a 40 anni, hanno già studiato quanto l’inquinamento acustico provocato dal traffico marittimo ha influito sul passaggio dei tonni alle Egadi – storica sede di mattanza – e, con la presenza di strumenti a Lampedusa, Pantelleria e Torretta Granitola, continuano a monitorare il Canale di Sicilia. «Se il rumore provoca o meno conseguenze genetiche e comportamentali sui pesci è attualmente in fase di studio, spiega ancora la Buscaino, sta di fatto però che, come nel caso delle balene, è stata accertata la difficoltà del propagarsi dei suoni di richiamo per l’accoppiamento anche a diverse miglia».

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Ai confini a nord della terra, nella base dedicata all’italiano Umberto Nobile, i ricercatori siciliani torneranno ad aprile. A sud d’Europa, nei laboratori dell’ex tonnara di Torretta Granitola si continua, invece, l’analisi dei dati già acquisiti. «Li metteremo a disposizione del governo norvegese, dice la Buscaino, del resto finanziare questa ricerca per loro è l’equivalente di un investimento per conoscere meglio il proprio territorio e migliorarlo con le più opportune politiche ambientali di rispetto ». E dite se è poco.

Max Firreri per Condividere
nostro inviato alla sede dell’Iamc-Cnr di Torretta Granitola

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