don Giuseppe Alcamo – “Far toccare Dio: la narrazione nella catechesi”

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AAVV – a cura di Giuseppe Alcamo
FAR TOCCARE DIO: La narrazione nella catechesi
2016 | pagg. 208 | 12 euro

Il volume raccoglie gli interventi e le riflessioni dei relatori all’VIII giornata di studio di Catechetica, svoltasi a Palermo nel mese di marzo 2015. Come comunicare la fede all’uomo di oggi in modo semplice, avvincente e personale? Come narrare la storia che vede coinvolti Dio e l’uomo, sempre in modo originale e inedito, non in forma stereotipata e con formule, forse corrette, ma astratte? Ecco le domande che assillano tutti coloro che vivono la fede come valore importante per la propria vita. Chi racconta consegna nelle mani e nel cuore di chi ascolta qualcosa del mistero della sua persona, trasmette un segreto di vita, che aiuta a vivere coloro che recepiscono il segreto. Tutto questo lo è ancor più nel narrare la propria fede. Scrive nell’introduzione Giuseppe Alcamo, curatore del volume: «La narrazione mette in movimento la fantasia e l’immaginazione, attiva una capacità interpretativa che dà luogo a una pluralità di visioni che, se armonizzate, arricchiscono la comprensione dell’evento. Attraverso la narrazione il singolo soggetto percepisce di avere sempre una comprensione parziale della realtà che vive, e di aver bisogno di collocare il centro al di fuori di sé, per comprendere meglio se stesso. Nella dinamica della narrazione, restando aperto all’alterità, il singolo ritorna su se stesso e recupera un senso più pieno di sé». I diversi autori, ognuno dalla propria prospettiva, affermano che la vera narrazione della fede mantiene salda la centralità del contenuto di fede e dà l’opportunità a colui che narra di personalizzare il racconto, così come hanno fatto gli stessi evangelisti e tutti gli scrittori del Nuovo Testamento, testimoniando con entusiasmo e coraggio la loro fede in Cristo, unico Signore. L’evento della storia della salvezza ha bisogno della narrazione per poter essere rappresentato in maniera corrispondente alla condizione umana. Trasmettere la fede non significa trasmettere un deposito, ma comunicare Dio, partecipare Dio che è agape. Trasmettere è innestare il contatto con la visione, l’esperienza con l’interpretazione, la testimonianza con il memoriale. Scrive ancora Alcamo: «Narrare la fede è offrire la propria testimonianza, inverata dall’esperienza di vita vissuta, fatta in modo toccante, intensa, pura, evangelica; è trasmettere la gioia di essere cristiani, rendendo visibile l’incarnazione di Cristo, sempre operante dentro la storia e la vita degli uomini».

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