[GIORNATA PER LA VITA] Il Vescovo: «Il canto alla vita erompente potenza dell’amore»

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«Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi? Davvero l’hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato» (Sal 8,5- 6). Questa esclamazione, che dice stupore e gratitudine, esalta l’uomo, creato a immagine di Dio, coronato di gloria, reso di poco inferiore al suo Creatore. E un altro salmo canta l’opera del divino artista che tesse e ricama il suo capolavoro: «Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre… Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, ricamato nelle profondità della terra» (Sal 139,13.15). Come non lasciarsi contagiare da tanta ammirazione?

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Sicuramente la vita bella, dal suo concepimento alla naturale conclusione, è vista con atteggiamento estatico ed è vissuta con entusiasmo. Ma la vita crocifissa è altrettanto attraente? Qualcuno non la considera vita e ritiene di disporne liberamente attraverso aborto, eutanasia, infanticidio e pratiche comunque soppressive. Altri sono disposti invece a custodire e curare la vita crocifissa, nella solitudine e nel sacrificio di sé. Non sono storie rare, nate dalla fervida fantasia di cantori dell’eroismo, ma esperienze di persone che ci vivono accanto e che non si sognano di catturare il nostro compatimento, più o meno ammirato o incredulo. Per celebrare la Giornata della vita abbiamo raccolto in questo numero i racconti semplici e realistici di tre mamme e di una volontaria che comunicano la risposta di senso data a una vita filtrata dal crogiolo della disabilità e della morte. È il loro canto alla vita che riconosce non la bellezza delle apparenze, ma l’erompente potenza dell’amore e che dice «quanto è importante vivere» senza arrendersi e come sia possibile riannodare «attraverso la donazione il filo spezzato della vita».

Monsignor Domenico Mogavero per Condividere

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