[GIOVANINFESTA/IL RACCONTO] Chiara Amirante: «Quella malattia improvvisa e poi…la voglia di vivere»

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Sul suo cammino, un giorno, Chiara Amirante incontrò una ragazza: era triste, trasandata, il suo sguardo sembrava quasi implorare aiuto. Chiara le si avvicinò per accertarsi che stesse davvero bene e lei cominciò ad aprirsi, a confidarsi. La ragazza si chiamava Luciana, aveva 15 anni ed era nata da una famiglia molto ricca e conosciuta. «C’è sempre un momento della vita di ognuno in cui nasce il desiderio di conoscerlo e di incontrarlo» ha raccontato Chiara Amirante stamattina ai giovani che nella chiesa madre di Petrosino l’hanno ascoltata durante l’incontro-testimonianza per l’undicesima edizione di “Giovaninfesta”. «Pensavo che Dio fosse irraggiungibile. Poi l’incontro con dei giovani sul cui volto vedevo una gioia esplosiva. Ho chiesto quale fosse il loro segreto. Mi hanno risposto semplicemente: “Il segreto di questa gioia che tu vedi sui nostri volti è l’incontro con Cristo Risorto”».

Chiara Amirante durante l'incontro nella chiesa madre di Petrosino.
Chiara Amirante durante l’incontro nella chiesa madre di Petrosino.

Una testimonianza viva quella di Chiara Amirante, fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti”: «L’esperienza che mi ha segnato fortemente è stato il passaggio nel “mondo della strada”. Non avevo in mente di aprire Comunità di accoglienza. Avevo altri progetti. Mi ero laureata in Scienze Politiche e pensavo di fare giornalismo. A 21 anni, poi, una malattia improvvisa agli occhi, fino a perdere otto decimi di vista e il responso dei medici che mi diagnosticavano, di lì a poco, la cecità totale. Che situazione paradossale: trovarsi a 21 anni nel pieno della giovinezza e con una voglia esplosiva di fare mille cose, ma con la prospettiva della cecità! Quello che mi ha impressionato di più in questa esperienza di sofferenze e dolori è stato la presenza di Cristo Risorto, che rendeva possibile quello che io chiamo il miracolo nella mia vita».

L'incontro nella chiesa madre di Petrosino.
L’incontro nella chiesa madre di Petrosino.

Dalla consapevolezza di comunione con il Risorto, il desiderio di andare per le strade ad incontrare tanti giovani, quelli abbandonati e “buttati” alla Stazione Termini di Roma. «Li avevo visti con la disperazione sul volto, con la siringa nel braccio, con le lacrime fermate dall’eroina. Avevo un pò di perplessità ma il desiderio si faceva sempre più prepotente. Mi sono detta: “Voglio vivere perché tutti i disperati del mondo possano scoprire che Cristo è la gioia che vince ogni sofferenza, che Cristo è la vita che vince ogni morte, che Cristo è la pace che vince ogni angoscia”».

Un gruppo di giovani della parrocchia Maria Ss. della Salute di Castelvetrano durante l'incontro nella chiesa madre di Petrosino con Chiara Amirante.
Un gruppo di giovani della parrocchia Maria Ss. della Salute di Castelvetrano durante l’incontro nella chiesa madre di Petrosino con Chiara Amirante.

Ancora Chiara Amirante: «La cosa più incredibile in questi anni per me è stata veramente vedere centinaia e centinaia di giovani arrivare disperati, arrivare morti, con la morte nell’anima, e vedere la meravigliosa gioia di vivere che è scoppiata nel loro cuore grazie all’incontro con Cristo Risorto. Non abbiamo grandi terapie, ma chiediamo a tutti di vivere il Vangelo. Cristo ha segnato la Storia, ha sconvolto la nostra storia, ha dato risposte al nostro cuore. Provate a vivere il Vangelo, è meraviglioso: sono centinaia i giovani che ho visto passare dalla morte alla vita e diventare testimoni».

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