[MIGRAZIONI] A “Sponde” diritto di famiglia e minori, Sabelli (Anm): «Basta con demagogia della sicurezza»

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«Il reato di immigrazione clandestina è inutile e dannoso. Basta con la demagogia della sicurezza, bisogna sottrarsi dalla retorica delle parole, dalla pietà esibita, gli strumenti del diritto vanno utilizzati in maniera efficace». Lo ha affermato Rodolfo Sabelli, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, intervenendo al complesso monumentale San Pietro di Marsala nell’ambito nella giornata conclusiva della VI edizione di “Sponde”, la rassegna organizzata dal Centro Mediterraneo di Studi Interculturali, presieduto dal Vescovo monsignor Domenico Mogavero, che quest’anno si è avvalsa della collaborazione dell’Anm. «Occorre gestire l’accompagnamento sin dal principio per evitare problemi di promiscuità e tutelare così l’unità familiare. L’integrazione va seguita anche quando si raggiunge la maggiore età, non si può accettare che nel nostro Paese al compimento del diciottesimo anno si risulti clandestino».

Il Vescovo, Rodolfo Sabelli e Valerio Savio, presidente e vice dell'Anm. (foto Flavio Leone)
Il Vescovo, Rodolfo Sabelli e Valerio Savio, presidente e vice dell’Anm. (foto Flavio Leone)

Tante le voci che si sono espresse sul tema dell’immigrazione, altrettanti i temi affrontati: famiglia, norme giuridiche, religione, diritti, tutela dei minori, tessuto sociale. «È necessaria la strategia dell’ascolto – ha detto Claudio Cottatellucci, vice presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e la famiglia – solo così si potranno ricostruire i percorsi migratori e questo serve a limitare le fughe. Cosa fare? L’attuale situazione è a macchia di leopardo e bisogna impegnarci di più. Come? Puntando all’accoglienza personalizzata e alle piccole comunità dove ospitare i minori». La due giorni di lavori è servita a focalizzare l’attenzione su due tematiche specifiche: «La famiglia tra le origini e l’approdo. Contesti religiosi, sociali, normativi alla prova delle migrazioni nel Mediterraneo» e «La tutela dei minori tra le diverse normative e le migrazioni. Governare l’emergenza, costruire un futuro dignitoso».

Giovanni Di Leo (Procura di Caltanissetta) e il Vescovo Mogavero (foto Flavio Leone)
Giovanni Di Leo (Procura di Caltanissetta) e il Vescovo Mogavero (foto Flavio Leone)

«Occorre un’adeguata assistenza morale al momento dell’arrivo, un ripristino del principio di legalità attraverso un piano di accoglienza – ha detto Francesca Pricoco, presidente del Tribunale dei minori di Catania – il diritto all’ascolto è una ricchezza sia da parte della magistratura che da parte del minore non accompagnato. La vera integrazione inizia proprio da qui» ha concluso la Pricoco, intervenendo sullo specifico tema “Le prospettive di tutela dei minori non accompagnati e la cooperazione internazionale per la tutela del minore immigrato”.

Un momento della prima giornata di lavori al complesso monumentale San Pietro di Marsala. (foto di Flavio Leone)
Un momento della prima giornata di lavori al complesso monumentale San Pietro di Marsala. (foto Flavio Leone)

«Sono cinque milioni gli stranieri in Italia al momento – ha detto Filippo Miraglia della presidenza Arci – se non si trovano delle soluzioni mirate si rischia di creare una relazione malata con le future generazioni. I primi ad abbandonare le scuole sono i figli degli immigrati, la contaminazione tra noi e i migranti è un valore aggiunto da non sottovalutare. Basta con gli slogan sull’immigrazione utilizzate solo durante le campagna elettorali, bisogna evitare improvvisazioni nella gestione dei migranti e definire un percorso serio e condiviso. Non c’è un modo di arrivare in sicurezza in Italia e in Europa – ha concluso Miraglia – gli sbarchi alimentano l’economia delle organizzazioni criminali».«Momenti di confronto e conoscenza come questi organizzati a Marsala – ha detto il Vescovo monsignor Domenico Mogavero – ci fanno riflettere sulla necessità di non abbandonare il tema delle migrazioni. L’attenzione deve mantenersi sempre alta, gli sbarchi continueranno, non possiamo voltarci dall’altra parte e commuoversi solo quando avvengono le tragedie».

 

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