IL DOCUMENTO DEL PAPA/L’ANALISI] L’evangelizzazione:Nel primo documento del Papa la mistica del vivere insieme, di incontrarci

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Il messaggio fondamentale di Evangelii gaudium è quello di una Chiesa «in uscita», «con le porte aperte», invitata ad «avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno». Il «grande rischio del mondo attuale», secondo Papa Francesco, è quello di «una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro»; nemmeno i cristiani fanno eccezione, quando sono ridotti a «mummie da museo» e «sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua». L’invito a ritrovare l’essenzialità del messaggio cristiano introduce pagine coraggiose sulla dimensione sociale dell’evangelizzazione, dove il Papa invoca «una Chiesa povera per i poveri» e un impegno esplicito per il bene comune e la pace sociale.

Un disegno antropologico tiene insieme questi passaggi, come una preziosa “cucitura spirituale”: «la nostra tristezza infinita si cura con un infinito amore». L’incontro tra l’umano e il divino non ha il sapore di un’invadenza mortificante o moralistica: è un ritrovarsi e riabbracciarsi tra padre e figlio, in cui su ogni tradimento, incomprensione o abbandono prevale la gratuità di una misericordia che è sempre più grande – infinitamente più grande – di ogni umana miseria. Il primato della povertà contiene un imperativo antropologico: il cristiano non vuole mettere un “vestito religioso” a un’umanità neutra o indifferente, né imbrigliarla con una ragnatela di precetti; l’incontro tra miseria e misericordia avviene a un livello semplice ed essenziale, poiché i precetti cristiani «sono pochissimi».

A partire da qui, il messaggio di Papa Francesco assume una straordinaria tonalità mistica e contemplativa, grazie alla quale l’ottativo prevale sull’imperativo, e la gioia della gratitudine oscura la severità volontaristica del dovere. La sfida della evangelizzazione può ritrovare così le corde profonde e spesso d ime n t i c a t e dell’umano: «scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio».

Luigi Alici, docente presso l’Ateneo di Macerata
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