IL GLOBO/L’energia pro-capite basterà per tutti? Interesse alle rinnovabili senza dimenticare l’energia chimica e nucleare

0
187

Sei miliardi e mezzo di persone vivono non avendone abbastanza di energia pro-capite. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati tra i sette miliardi e mezzo di abitanti in questo satellite del sole. Ma è possibile dare a tutti la stessa quantità di energia pro-capite? Al Centro “Ettore Majorana” di Erice si sono conclusi i Seminari ai quali hanno partecipato anche giovani scienziati provenienti da Paesi in cui l’energia pro-capite è molto bassa (Egitto, Marocco, Sud-Africa e Algeria). Il professor Antonino Zichichi del Centro “Ettore Majorana” ha messo l’accento sulle energie rinnovabili, «che devono essere potenziate senza chiudere le altre due sorgenti: quella chimica (petrolio e carbone) e quella nucleare (fissione e fusione)». Zichichi alla platea ha ribadito «che bisogna diminuire le enormi perdite nella distribuzione e migliorare il sistema del risparmio energetico: obiettivi raggiungibili in tempi brevi. La fusione nucleare sarebbe la sorgente più sicura di energia ma qui imperversa il segreto, essendo questa tecnica legata a problemi bellici. Le tecnologie convenzionali non debbono ignorare la loro sostenibilità ambientale.

Antonino Zichichi.
Antonino Zichichi.

Le tecnologie di accumulo e trasporto d’energia debbono essere migliorate così come la conversione dell’energia solare (fotovoltaica e termica), le fonti eoliche, geotermiche e termoelettriche. Devono essere sottoposti a prove scientifiche riproducibili i problemi legati al riscaldamento globale». Secondo Zichichi questi problemi, apparentemente molto diversi, hanno in comune la descrizione matematica, «necessaria affinché possano essere descritti in modo rigorosamente logico al fine di affrontali e risolverli in modo scientifico. Nasce così la Scienza detta della “complessità”, le cui strutture matematiche portano alla conclusione che non esiste una soluzione analitica». Ancora Zichichi: «È necessario seguire l’esempio che ci dà la ricerca scientifica di frontiera che è la fisica delle alte energie nell’universo subnucleare». Per Zichichi non vuol dire che esiste il Supermondo ma è necessaria la sua esistenza per risolvere i problemi che sembrano impossibili da risolvere senza estendere le dimensioni del nostro spazio-tempo. «La conclusione è che bisogna fare esperimenti. Se gli esperimenti non confermano il modello matematico del Supermondo si abbandona il modello senza spendere una lira. Tradotto nei problemi energetici invece di dire “abbiamo capito tutto sul riscaldamento globale” è necessario dire: “abbiamo studiato questo problema e abbiamo trovato che è solo possibile costruire modelli matematici”».

Max Firreri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Scrivi una risposta