[IL RICORDO] La scomparsa di don Ignazio Li Vigni a Partanna, testimone di fede per intere generazioni di fedeli

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Si sono svolti stamattina nella chiesa di San Biagio a Partanna i funerali di don Ignazio Li Vigni, prete diocesano deceduto sabato 25 aprile per un male incurabile. Nato a Partanna il 14 agosto 1942, ancora giovanissimo fu accolto nel Seminario vescovile di Mazara del Vallo dove fu avviato nel cursus degli studi umanistici, perfezionati successivamente nel Seminario Arcivescovile “San Mamiliano” di Palermo. Ordinato sacerdote a Partanna il 21 agosto del 1966, il suo entusiasmo sacerdotale trovò subito spazio nella pastorale parrocchiale, dove seppe coinvolgere nell’apostolato i fanciulli, i giovani e gli adulti trasformando la parrocchia in una famiglia.

livigni

Dopo sedici anni di apostolato parrocchiale a Campobello, come primo parroco della parrocchia Maria Ss. di Fatima, la morte improvvisa del sacerdote Lorenzo Mangione di Partanna, spinse il Vescovo Costantino Trapani a scegliere don Ignazio come successore; don Li Vigni così fu trasferito nella nuova parrocchia. Il 12 giugno 1983 rimane data storica: è il giorno in cui da Campobello di Mazara un corteo di macchine volle accompagnare il nuovo parroco sino alla parrocchia di contrada Camarro a Partanna, dove il nuovo parroco fu accolto dalle autorità civili, religiose e militari, mentre il corpo bandistico della città faceva squillare una solenne marcia di ingresso. Oggi don Ignazio Li Vigni ci lascia con la consapevolezza che non ha lavorato invano, ma generazioni di giovani lo ricorderanno sempre per il suo affascinante spirito sacerdotale che in 48 anni di ministero è divenuto ogni giorno sempre più caro al presbiterio diocesano, al clero di Partanna e alla sua famiglia parrocchiale che ha servito e amato fino all’estremo delle sue forze. Caro don Ignazio, un saluto e un abbraccio nel Signore crocifisso, morto e risorto.

don Pietro Pisciotta

POESIA A PADRE LI VIGNI

Patri Li Vigni partiu pi sempri/pi un viaggiu senza ritornu/ ma li so catechisti e li parrocchiani si lu sentinu sempri a lu sciancu./A tanti picciotti n’signasti la Fidi purtannu la palora di lu Signuri./ Tutti ricordanu lu to particolari/ quannu discivi la missa cu lu to pallari./ Ora chi si cu lu Signuri proteggicci e guidani di n’ta li sceli/ tu chi accarezzasti li nostri Cori.

Antonino Crinelli

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