[IN CAMMINO CON LE FAMIGLIE/2] il ruolo sociale della famiglia, la gratuità nelle relazioni tra i membri

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Vi siete mai chiesti perché, quando passate vicino ad una chiesa e vi accorgete che c’è una coppia di novelli sposi, nel vostro animo si accende un atteggiamento di felicità? Quegli sposi, apparentemente, non stanno facendo nulla di particolare per voi, per gli altri, ma, in realtà, la consacrazione del loro amore fa nascere una nuova luce di speranza in una società che spesso vive nel grigiore dell’egoismo. La famiglia non nasce esclusivamente per la felicità dei due partners: non è un fatto privato. Giovanni Paolo ii diceva: «Più volte ho espresso la mia personale convinzione che l’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia». La famiglia cristiana ha un ruolo sociale.

Quando due persone si uniscono in matrimonio, nasce una comunità di vita e di amore che è chiamata a diventare a sua volta fonte di vita (dal matrimonio nascono i figli, cioè i nuovi membri della società) e scuola di amore. Poiché le relazioni tra i membri della comunità familiare sono ispirate e guidate dalla legge della “gratuità” (che – rispettando e favorendo in tutti e in ciascuno la dignità personale come unico titolo di valore – diventa accoglienza cordiale, incontro e dialogo, disponibilità disinteressata, servizio generoso, solidarietà profonda), la promozione di un’autentica e matura comunione di persone nella famiglia diventa prima e insostituibile scuola di socialità, esempio e stimolo per i più ampi rapporti comunitari all’insegna dei rispetto, della giustizia, del dialogo, dell’amore. In un contesto in cui dilaga l’analfabetismo affettivo, la famiglia rappresenta il luogo fondamentale e privilegiato dell’esperienza amorevole, grembo vitale di educazione alla fede e cellula fondante e insostituibile della vita sociale.

«La famiglia, nella quale le diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a raggiungere una saggezza umana più completa e a comporre convenientemente i diritti della persona con le altre esigenze della vita sociale, è veramente il fondamento della società» (GS 52) e una scuola di umanità più ricca. di conseguenza, di fronte ad una società che rischia di essere sempre più spersonalizzata e massificata, e quindi disumana e disumanizzante, la famiglia possiede e sprigiona ancora oggi energie formidabili capaci di strappare l’uomo dall’anonimato, di mantenerlo cosciente della sua dignità personale, di arricchirlo di profonda umanità e di inserirlo attivamente con la sua unicità ed irripetibilità nel tessuto della società. fra famiglia e società c’è un rapporto di corrispondenza biunivoca. Se vogliamo ricostruire la società nella quale viviamo, dobbiamo ricostruire la sua cellula primaria, che è la famiglia.

Claudia e Pietro Clemenzi

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