[IN CAMMINO CON LE FAMIGLIE/7] L’amore si fa donazione reciproca alla condivisione e accoglienza si affianca la chiarezza relazionale

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L’amore che avvolge la famiglia, come l’amore di Dio, è un amore relazione. Il principale dovere “sociale” della famiglia cristiana è quello di essere testimone di quell’amore totale che diventa donazione reciproca, fedeltà, fede, condivisione, giustizia, gratuità, rispetto degli altri, tenerezza, accoglienza, misericordia, gratitudine, carità. Sotto l’aspetto pratico, questi principi si traducono nella testimonianza di un amore ordinato, oltre che accogliente, misericordioso, appassionato, casto, indissolubile, fedele e solidale, conforme al “sogno” di Dio.

L’amore è ordinato se ciascuno nella famiglia assolve con chiarezza al proprio ruolo. L’amore coniugale è ordinato se fa prevalere l’interesse dell’altro e l’interesse preminente della coppia rispetto a quello del partner. L’amore genitoriale è ordinato se fa prevalere l’interesse dei figli rispetto a quello dei genitori. Nelle relazioni sociali l’amore è ordinato se ciascuno si prende cura degli altri come fanno un padre e una madre. Quindi, la vocazione generativa della famiglia deve concretizzarsi, sul piano relazionale ed educativo, affiancando ai valori della presenza, della condivisione, dell’accoglienza, della misericordia e della tenerezza, anche il valore della chiarezza relazionale, nella consapevolezza che l’accoglienza non ordinata (senza chiarezza relazionale) può creare gravi ripercussioni negative nelle relazioni familiari e sociali.

Bisogna comunque evitare le mitizzazioni; nelle relazioni amorose la perfezione non esiste: non c’è partner, figlio, genitore, amico che non sia stato ferito dal proprio partner, genitore, figlio, amico. La pace che ci dà sollievo è sapere che stiamo svolgendo fino in fondo in maniera ordinata, al meglio delle nostre possibilità, il nostro ruolo di partner, genitore, figlio, fratello, amico, cittadino. I coniugi devono testimoniare un amore appassionato (siamo corpi spirituali, non spiriti senza corpi) nel quale si incontra l’altro nella sua splendida alterità, vivendo la dimensione dell’eros con grande passione ma, nel contempo, in maniera casta. Inoltre, la sfida di un amore generativo impone che l’amore sia solidale. Siamo chiamati a portare senza paura la nostra testimonianza “fuori le mura” della famiglia, alle famiglie bisognose, ferite, in difficoltà. Il Cristianesimo è la religione dell’incontro. San Francesco si è sentito edificato dopo avere abbracciato il lebbroso.

Claudia e Pietro Clemenzi per Condividere

 

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