[LA NOVITA’] Nuovo restyling per il quindicinale diocesano: “Condividere” dal 1° dicembre cambia grafica

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Arriverà nelle parrocchie della Diocesi sabato mattina il nuovo Condividere, il quindicinale diocesano diretto da don Francesco Fiorino che dal 1° dicembre si è rinnovato nella sua veste grafica. Ad un anno dal restyling che nel giornale portò nuove rubriche (Anno delle Fede e Concilio Vivo) e un legame più stretto col sito diocesano, Condividere si rinnova ulteriormente. Piccoli ritocchi, soprattutto grafici, che daranno un’occasione in più al giornale di raccontare la Diocesi e il territorio. È proprio alla Diocesi e ai tredici comuni che il giornale vuole essere vicino, raccontando i fatti, gli avvenimenti e dando spunti di riflessione su tematiche sociali ed ecclesiali sul percorso del nuovo Piano Pastorale.

La nuova grafica di "Condividere".
La nuova grafica di “Condividere”.

Ma cosa troverà di nuovo il lettore da questo prossimo numero di Condividere?. «La grafica nuova interesserà già la prima pagina – racconta il Vescovo – abbiamo ridotto il sommario che ora il lettore trova in basso e abbiamo cambiato il carattere del testo». La foliazione del giornale è rimasta la stessa. «In questo numero intervistiamo Michele Vietti, vice presidente del Csm, poi don Nicola Altaserse firma un articolo sull’Avvento». La copertina e le pagine interne sono dedicate ai nodi del lavoro. C’è raccontata la storia di Vito Gentile, pilota italiano che lavora in Ghana e poi lo zoom sulle due grandi vertenze che stanno interessando il mondo del lavoro in provincia: quella della Megaservice e quella del gruppo 6Gdo.

La nuova pagina delle rubriche.
La nuova pagina delle rubriche.
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La prima pagina del numero di Condividere del prossimo 1° dicembre.

Anche la pagina delle rubriche il lettore la troverà rinnovata: non ci saranno più “Concilio Vivo” e “Anno della Fede”, mentre rimarranno “Grani di Vangelo” e la parola chiave in arabo, curata da Dora Polizzi. La nuova rubrica che si aggiunge è, invece, “Oltre le sbarre” che darà voce ai detenuti che vogliono esprimersi nelle forme artistiche più diverse: la scrittura, il disegno, la poesia.

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