[LA PASQUA DEL SIGNORE] Il triduo pasquale: tre liturgie, un unico evento – ASCOLTA IL MESSAGGIO DEL VESCOVO

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«Esulti il coro degli angeli, esulti l’assemblea celeste […] Gioisca la terra inondata da così grande splendore […] Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore». Così il Preconio, l’annuncio della Pasqua durante la santa Veglia. Siamo al culmine del Triduo pasquale. Lo precede, la mattina del giovedì santo, la Messa crismale, celebrata nella chiesa Cattedrale, durante la quale il Vescovo benedice gli oli. Per primo l’olio degli infermi, che nutre e conforta quanti soffrono nel corpo e nello spirito.

Il corteo al termine della messa crismale: in primo piano monsignor Vito Rallo, Nunzio Apostolico in Burkina Faso che ha concelebrato col Vescovo Mogavero.
Il corteo al termine della messa crismale celebrata in Cattedrale: in primo piano monsignor Vito Rallo, Nunzio Apostolico in Burkina Faso che ha concelebrato col Vescovo Mogavero.

Poi l’olio dei catecumeni, che conferisce energia, vigore, sapienza e gioia a chi si prepara, con il battesimo, a rinascere nel Cristo e a vivere nella sua Chiesa. Infine il santo crisma, l’olio profumato con il quale è unto, reso di Cristo, ogni credente: con il crisma i catecumeni sono battezzati; i cristiani confermati nella fede; i chiamati al presbiterato consacrati al ministero che, in comunione con il Vescovo, cui tutti i presbiteri concelebranti rinnovano la promessa dell’obbedienza, li abilita a servire la comunità ecclesiale, lasciandosi guidare non da interessi umani ma dall’amore per i fratelli.

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Il popolo santo di Dio è ora pronto alla celebrazione del Triduo pasquale. Non si tratta di un ricordo che appartiene al passato, ma dell’evento che trasfigura il nostro presente. Ė il mistero che svela il kairós, il tempo salvifico, e lo riversa nel chrónos, il tempo storico: «Questa è la vera Pasqua», canta il Preconio, «Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato […] Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo». Il Triduo pasquale non si compone dunque della celebrazione di tre eventi diversi, ma di tre liturgie, che snodano e diluiscono nel chrónos l’unico evento della morte e risurrezione del Cristo Gesù.

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Il Cristo risorto del Gagini nella Cattedrale di Palermo.

Il dono del Corpo e del Sangue del Signore, che capovolge gli schemi umani: il Re si fa servo e lava i piedi ai suoi, a noi, nel più umile gesto di carità (cfr Gv 13,1-15): è la Messa vespertina In Cena Domini del giovedì santo. L’adorazione della Croce, segno concreto della kénosis, l’abbassamento e la spoliazione totale del Figlio di Dio, che “svuota” se stesso e si consegna alla morte (cfr Fil 2,5-8): è la celebrazione In Passione Domini del venerdì santo. E tutto acquista senso nella solenne Veglia della Notte, quando la luce del Cero pasquale, simbolo del Risorto, fuga le tenebre e irrompe nella storia e nella vita dei credenti: «Cristo luce del mondo», canta per tre volte il diacono; Cristo ieri e oggi, principio e fine, cui appartengono il tempo e i secoli, proclama il celebrante. È la Pasqua del Signore, alleluia!

Erina Ferlito

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