[LA STORIA] I sorridi e le emozioni dei volontari e dei malati, Bellussi: «I tuoi nuovi amici conquistati con l’Unitalsi»

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L’ultimo suo pellegrinaggio a Lourdes è stato qualche mese addietro e lo racconta con gioia come se fosse tornata da poche ore: «Ha letto della storia di Biagio Conte? Lui era con noi, è venuto in barella ed è tornato sui suoi piedi». A Lourdes ci vai e torni ogni volta diverso. Più carico, più consapevole del valore della vita. «È come se premessi il pulsante reset in un pc; è così che faccio ordine nella mia vita» spiega Angela Alagna, presidente della Sezione diocesana dell’Unitalsi. La sua testimonianza è quella che raccoglie la voce dei soci, volontari silenziosi, uomini e donne, che – come appuntamento diocesano – si ritrovano una volta all’anno l’11 febbraio nella Cattedrale di Mazara del Vallo per la messa con gli ammalati.

Operatori Unitalsi, diversamente abili e il Vescovo al termine della celebrazione dello scorso 11 febbraio in Cattedrale.
Operatori Unitalsi, diversamente abili e il Vescovo al termine della celebrazione dello scorso 11 febbraio in Cattedrale.

«È un nostro piccolo impegno quello di prendere da casa chi sta male e portarlo in chiesa dove la comunità si ritrova riunita attorno al suo Vescovo» dice Dino Bellussi, dal ’93 al 2010 presidente della Sezione. Dietro questi volontari ci sono le storie di tante persone semplici, ma anche di tanti ammalati, «che non vedi più come diversi – racconta la Alagna – ma diventano Antonio, Maria, Elisabetta, Giuseppe. Viviamo con loro la settimana del pellegrinaggio a stretto contatto, conosciamo gli odori, scopriamo i loro sentimenti, le loro emozioni». È un pellegrinaggio di gioia, non certo triste, «lì avviene l’incontro con Dio e con Maria – dice la Alagna – e i miracoli avvengono prima di tutto dentro il cuore di ognuno di noi». I volontari sono un esercito di sorrisi di tutte le età, persone che si offrono nella totalità gratuita ad accompagnare e assistere i malati lungo il viaggio e nell’ospedale interno al Santuario. Ma non solo, perché durante l’anno con gli ammalati si crea un vero rapporto di amicizia.

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Dino Bellussi e Angela Alagna.

Così racconta Dino Bellussi: «Entrano a far parte della tua vita – dice – e li senti o li vedi quasi tutti i giorni. È con loro che condividiamo momenti di felicità, come, ad esempio, a Carnevale oppure a Pasqua o ancora durante i pellegrinaggi che facciamo in Sicilia, come quello a Ragusa di qualche anno addietro». La carovana dei volontari guarda ai giovani che, vorrebbero, si avvicinassero di più all’Unitalsi. Per questo portano la loro testimonianza nelle scuole. «All’inizio c’è sempre un po’ di resistenza nel partecipare ai pellegrinaggi ma poi, fatta la prima esperienza, ce li ritroviamo a fianco ogni anno» dice la Alagna. Complice in questa dinamica è la diffidenza – se non la paura – nell’avvicinare un malato anche grave. Cosa fare? «Buttarsi senza se e senza ma» dice Dino Bellussi «e scopri persone splendide anche avvolte nelle loro malattie».

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Le esperienze dei volontari raccontano di cambiamenti nel modo in cui si guardano gli ammalati: «Prima li vedevo solo per quello che erano esternamente, ma ora li vedo per quello che hanno dentro, per l’enorme forza che hanno e per quello che sanno trasmetterti» dice ancora la Alagna. Nella Cattedrale gremita di fedeli, in prima fila ci sono soprattutto loro, i malati in sedia a rotelle, i ciechi, giovani, ragazzi, adulti. Quelli che quest’anno parteciperanno ai tre pellegrinaggi in programma a maggio, agosto e settembre. «Sembra quasi banale a dirlo, ma si prova gioia nell’essere vivi – dice Dino Bellussi – e l’unico rammarico è quello che quando torni a casa, alla tua normalità, pensi che non hai potuto fare di più per loro. Gli ammalati, i tuoi amici conquistati con l’Unitalsi».

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Max Firreri

COSA E’ L’UNITALSI

L’Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali (Unitalsi) è un’associazione cattolica dedicata al servizio agli ammalati. È nata nel 1903 su iniziativa di G. B. Tomassi al ritorno in Italia dal Santuario di Lourdes. È presente in tutto il territorio italiano e si divide in sezioni e sottosezioni. Generalmente le sezioni corrispondono alle regioni d’Italia con esclusione della Sicilia e della Sardegna che, per vastità di territorio, sono state divise in due sezioni. Oltre ai pellegrinaggi, l’Associazione cura, tramite i propri volontari, attività di assistenza domiciliare, soggiorni estivi ed invernali, attività di sensibilizzazione sulla condizione del malato, ed effettua anche servizio civile, sia in Italia che a Lourdes.

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2 Commenti

  1. Ho avuto il piacere di conoscere tutta la famiglia di Dino Bellussi, di loro non si può che dire che erano e sono la bontà in persona,e sempre con il sorriso sulle labbra anche nei momenti critici. Non mi resta che donarle un affettuoso saluto, e un augurio per le feste di Natale.

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