LA STORIA/Un prete innamorato di Dio, «per il Signore non mi stanco mai»

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«Disturbo? Ciao Giuseppe! Cos’è questa parola? Nel mio vocabolario non esiste la parola disturbo ». È proprio così. Ogni fine settimana, da seminarista, tornavo a Partanna e andavo a fare visita a padre Russo: lo trovavo sempre davanti alla porta con le braccia spalancate, il sorriso sulle labbra e il tono pacato e accogliente della sua voce. In tutti gli anni di seminario fino a oggi, padre Russo mi ha accompagnato, sostenuto e aiutato nel mio cammino spirituale, formativo e umano. Ringrazio il buon Dio per avermi fatto incontrare un maestro di vita, un padre nella fede, un confratello esemplare nel sacerdozio. Vado volentieri da lui per ascoltare la sua saggezza, apprenderla e custodirla e ogni volta torno stupito dalla sua umanità e profonda spiritualità. Sono numerosi i racconti di vita e di fede che mi ha trasmesso, soprattutto in riferimento alla comunità di Partanna, con la quale ha avuto sempre un rapporto appassionato, come un Padre con i suoi figli.

La sua paternità pastorale lo ha portato a donarsi senza riserve, come dice l’apostolo Pietro: «Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge» (1Pt 5,2-3). Ancora oggi, pur segnato dalla malattia e dalla sofferenza, non nasconde il suo sorriso e la sua straordinaria umiltà. Ogni giorno celebra l’Eucarestia in casa e tanta gente continua ad andare da lui per una confessione, per un consiglio, per una parola di conforto e lui sulla sedia a rotelle o dal letto continua la missione che la Chiesa gli ha affidato: «A volte si porrà davanti per indicare la strada e sostenere la speranza del popolo, altre volte starà semplicemente in mezzo a tutti con la sua vicinanza semplice e misericordiosa, e in alcune circostanze dovrà c ammi n a r e dietro al popolo, per aiutare coloro che sono rimasti indietro » (EG 31). Per la comunità di Partanna è non solo punto di riferimento, ma una testimonianza di vita evangelica e di correttezza morale, stimato e amato da credenti e non, per la sua profondità spirituale che lascia il segno in chi lo incontra. Un giorno gli chiesi: «Monsignore, non si stanca di celebrare tre messe nel giorno dei defunti?». Lui rispose: «Per il Signore non mi stanco mai!». È questo il suo fascino: è un prete innamorato di Dio. Grazie padre Russo per tutto quello che mi ha trasmesso: continui nel silenzio della sua casa a essere luce e speranza per Partanna e per la nostra Chiesa.

don Giuseppe Inglese per Condividere

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