[LA TESTIMONIANZA] La chiamata del Signore a 18 anni: «Quella volta che sentii il desiderio…» – LE FOTO

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Sono suor Maria Sabina Figuccia, una suora nata e cresciuta tra le strade e la gente di Petrosino, la mia città di origine, che ha maturato la sua chiamata all’interno della nostra diocesi di Mazara del Vallo. Sabato 4 novembre, animata dalla grazia dello Spirito Santo, ho emesso nel mio paese i voti perpetui ovvero il mio “si” definitivo al Signore nella Congregazione delle Serve di Maria Riparatrici, promettendo di rendere testimonianza al Vangelo, amando Dio e i fratelli, là dove il suo amore mi invierà.

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La fiamma di tale gioia è stata accesa nel mio cuore tantissimi anni fa, quando avevo solamente 18 anni. Come le ragazze della mia età non desideravo tanto andare a messa ma un pomeriggio qualcosa di bello si muoveva in me, un gran desiderio di andare a trovare Gesù nel Santissimo Tabernacolo. Una desiderio per me, in quel momento, inspiegabile. Acconsentì ad appagare quello che sentivo e mi recai nella chiesa di San Giuseppe. Entrata vidi delle persone che stavano pregando e innalzavano a Dio la lode con parole e canti. Rimasi affascinata, era un modo nuovo per me di pregare. Senti nel mio cuore che il Signore desiderava parlarmi, voleva riempirlo del suo amore. Tutto mi attraeva. Inizia a frequentare regolarmente gli incontri di preghiera del Rinnovamento dello Spirito e il mio cuore gioiva nel rendere grazie, lode al Signore per le sue meraviglie, per essere un Dio vicino e no distante.

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Durante gli esercizi spirituali, ho compreso che il Signore mi stava chiamando alla sua sequela. Mi chiamava a realizzare nella mia vita qualcosa di misterioso, di bello. Senti che mi chiamava ad essere totalmente sua. Io ebbi molta paura, non mi sentivo degna di tale chiamata e inoltre pensavo che non stavo comprendendo bene quello che si muoveva dentro di me e forse tutto questo era frutto dei miei pensieri per sfuggire alla realtà ovvero che questo era un bel rifugio per non affrontare la delusione di non conoscere cosa significasse essere amata e amare poiché non avevo avuto una storia d’amore seria. Il nostro Signore, essendo un Dio che Ama e ama profondamente ed è paziente mi ha lasciata libera di fare altre scelte, altre esperienze persino di allontanarmi da lui e sentire nel mio cuore il vuoto, la tristezza, il niente. Ho iniziato alcune storie che non mi davano il massimo, non riuscivano ad colmare quel vuoto che sentivo. Spiegavo tutto questo dicendomi: “non è l’uomo della tua vita”.

Dopo un anno circa ho incontrato un altro ragazzo con il quale ho iniziato una storia. Stavo molto bene con lui. Lo amavo e mi sentivo amata anche se un po di quel vuoto vi era ancora, ma pensavo che era tutto normale. Passarono i mesi  e anche tanti anni e si iniziò a parlare di matrimonio. Io nel frattempo avevo iniziato a lavorare e tutto quello che questo mondo proponeva lo possedevo: lavoro ben retribuito, un ragazzo che mi amava e che insieme si progettava il futuro. Nonostante tutto mi interrogavo “perché sento un po di vuoto?”, ma a dare una risposta a tale domanda non ci provavo perché avevo paura di ascoltarmi.

Un giorno un piccolo e banale incidente mi ha condotta a fermarmi e mentre pensavo che la mia vita poteva concludersi,  mi sono ancora una volta chiesta “che rammarico avrei potuto avere se tutta la mia vita sarebbe finita in quel momento”? La risposta è stata veloce: “Signore non mi sono donata totalmente a te, non mi sono consacrata a te”. Questa risposta è stata come un terremoto nella mia vita. Tutto è crollato, tutte le cose che per me erano solide li ho viste crollare e trasformarsi in sabbia trasportata dal vento. Iniziai un cammino di discernimento e tutto dentro di me prendeva il suo posto e il suo senso, tutto mi faceva comprendere come il Signore non mi aveva lasciata nemmeno un secondo da sola anche se per anni mi ero allontanata da lui, di come lui si era preso cura di me, mi era rimasto accanto seguendo ogni mio passo e mi continuava ad amare come prima e più di prima. Tutti gli avvenimenti vissuti mi parlavano di Lui, del suo amore fedele e duraturo, di come ero profondamente amata, di come Lui l’Onnipotente elemosinava nel silenzio il mio amore. Senti nel mio cuore forte la sua voce che mi diceva “vieni mia bella, mia amata” e io risposi: eccomi.

Con tanta forza dovevo affrontare le persone che mi stavano accanto sapendo che non mi avrebbero compresa come il mio ragazzo, la mia e la sua famiglia e tutti gli amici, colleghi. Lasciai tutto. Per prima Lui cercando di fargli comprendere cosa era successo nella mia vita; il lavoro dando le mie dimensioni e accettando una supplenza come insegnante in Alto Adige. Non era un fuggire ma era semplicemente il desiderio di capire cosa Lui volesse dalla mia vita, come io potevo ricambiare tale amore. Proprio in quel luogo il Signore ha parlato chiaramente al mio cuore attraverso la sua Parola, la natura che contemplavo mi parlava di lui, attraverso le persone che nel mio piccolo amavo e aiutavo poiché gratuitamente avevo ricevuto e gratuitamente desideravo donare.

Spesso mi recavo nel santuario di Pietralba sito a 1850m di altezza. Li vi erano i frati Servi di Maria ma non ho mai osato chiedere chi fossero, qual era il loro carisma poiché era molto difficile comunicare con loro visto che parlavano solo il tedesco e anche perché la mia timidezza mi frenava. Un giorno ritornando a casa dal santuario, ero più incuriosita rispetto alle altre volte. Presi il mio Pc e feci una ricerca “ chi erano i servi di Maria”. La ricerca fu strepitosa. L’ordine dei servi di Maria era sorto nel 1200 da sette amici che non si ritenevano i fondatori dell’ordine ma l’unica fondatrice era la Vergine Madre la quale veniva venerata come Madre e Signora.  Il loro carisma era semplice ma intenso. Lessi quale erano i pilastri del loro carisma: la fraternità tutti insieme, un cuor solo e un anima sola come i primi discepoli; dedicati a Maria: come lei servire Dio e i fratelli e con lei sostare con coraggio e amore ai piedi delle infinite croci.

Affascinata da tale carisma continuai la mia ricerca. Mi chiesi se vi fosse una Congregazione aggregata all’ordine. Per mia sorpresa scoprì che all’ordine vi erano aggregati diciotto Congregazione. La Congregazione delle Serve di Maria Riparatrici si trovava alla fine della pagina web. Il solo nome attirò la mia attenzione. Infatti subito mi chiesi che cosa fosse la riparazione e come le suore la vivevano. Incuriosita lessi subito e ne rimasi affascinata. Nella loro quotidianità, nella loro missione in Italia e all’estero le mie sorelle riparavano con la loro vita ciò che il male impedisce al regno di Dio di edificarsi; stavano e stanno ai piedi delle varie croci del nostro oggi, dando una mano, confortando, ascoltando, aiutando i fratelli e sorelle che si trovano in difficoltà che abbracciano la croce, che soffrono poiché privati della loro dignità di uomini e donne, di figli di Dio. Questo lessi a riguardo della riparazione ed era proprio quello che io desideravo vivere nella mia vita e mi sono detta: “ecco il luogo dove tu mi indicavi sin da giovane”.

Non ebbi coraggio di contattare la Congregazione ma il Signore portò avanti l’opera che aveva iniziato. Per me fu un caso ma per Dio faceva parte del suo progetto d’amore, conobbi una sorella della nostra Congregazione la quale mi invitò a trascorrere alcuni giorni (era la Settimana santa) in comunità con le sorelle visto che non sarei tornata a casa dalla mamma proprio per non passare la santa Pasqua da sola. Colsi l’occasione anche per vedere da vicino come le suore incarnavano nella loro vita e nel loro quotidianità il carisma di serve di Maria Riparatrici. Ricordo che lasciai la comunità con molta tristezza. Ogni giorno pensavo a loro, i giorni passati insieme, la preghiera fraterna vissuta, la celebrazione dell’Ora della Madre celebrata il Sabato Santo, lo spezzare insieme il pane, vivere insieme come se ci conoscessimo da sempre, nel sentirmi a casa, nel luogo giusto, al momento giusto. Continuai a sentire la sorella alla quale un giorno chiesi di voler fare una esperienza più intensa e profonda, di poter partecipare con altri giovani a una settimana biblica per approfondire la Parola di Dio. Quella esperienza ebbe inizio il 15 agosto del 2009 e non ebbe più fine poiché chiesi di iniziare il cammino che mi avrebbe condotta a essere per sempre sua.

Dopo un primo momento di prenoviziato e 2 anni di noviziato il 2 settembre del 2012 emisi i primi voti di povertà, castità e obbedienza con la Professione Temporanea nella chiesa dei Sette Santi a Firenze. Il primo anno di juniore l’ho vissuto in Adria (provincia di Rovigo) dove mi sono impegnata con i giovani, portando avanti gli studi di teologia e dedicandomi alle famiglie della parrocchia e della nostra scuola dell’infanzia. Dopo questo primo anno sono arrivata a Roma, a Massimilla, un quartiere della nostra capitale. È da 4 anni che vivo in questa comunità dove oltre a portare a compimento gli studi di Servizi Sociali mi sono impegnata a collaborare con la parrocchia Madonna di Fatima dove la comunità è inserita. Mi sono occupata dei giovani, facendo la catechesi, collaborando con la pastorale giovanile della diocesi di Roma, con la pastorale giovanile vocazionale della diocesi di Porto Santa Ruffina e con la pastorale giovanile delle Serve e Servi di Maria.

Nel frattempo non sono mancate le mie esperienze missionarie. Sono stata in Brasile, nelle lontane Filippine, in Costa D’Avori (Africa) e in Albania dove il Signore mi ha fatto sperimentare come è bello donarsi ai fratelli senza aspettarsi nulla in cambio ma semplicemente donare, amare e servire con umiltà ricordandoci che siamo servi inutili ma strumenti nelle sue mani, che con le nostre forze non possiamo far nulla ma solo Lui tutto può compiere. Ho sperimentato la bellezza di un abbraccio, di un sorriso, la profondità e l’intensità che la parola “grazie” racchiude. Ho potuto sperimentale e lo sperimento ogni giorno, che tutto quello che il mondo propone è passeggero ma solo Dio basta poiché quello che il tuo cuore riceve non finisce ma si moltiplica e si irradia.

In questi anni anche se brevi ma intensi ho approfondito molto la mia chiamata, il carisma della nostra Congregazione, carisma che lo Spirito Santo ha ispirato alla nostra fondatrice madre Elisa Andreoli e il 4 novembre 2017 ho donato definitivamente la mia vita al Signore nella nostra Famiglia di Serve di Maria Riparatrici, lieta e felice come non mai di poterlo seguire dove e come lui vorrà, di amare e servire i fratelli incarnando nella mia vita gli stessi atteggiamenti della Vergine Madre, donna del si, donna che accolse nella sua vita la Parola di Dio fatta carne, che da ricco che era si fece povero per amore nostro affichè noi potessimo comprendere quanto amore Lui prova per ogni figlio disperso e di riparare con la mia vita tutto quello che impedisce a questo amore di incarnarsi, di poter guarire, sanare, salvare nonostante la mia povertà, fragilità ma riconoscendo che lui porterà a compimento nella mia vita l’opera che ha iniziato per renderla un capolavoro e attraverso me raggiungere i milioni di cuore che lo ameranno e lo adoreranno come egli è Dio Misericordioso.

Oggi se mi chiedessero come ti senti io senza timore risponderei mi sento veramente felice,  il mio cuore non è vuoto ma traboccante d’amore; mi sento realizzata come donna, come figlia come madre che è chiamata a generare vita. Il Signore non mi ha tolto nulla ma mi ha donato molto di più di quello che io pensavo.

Nel mio cuore porto un gran desiderio ovvero che questa mia testimonianza non siano solo belle parole lette  ma che possa essere di aiuto a tutti quei giovani che stanno sentendo nel profondo del loro cuore la voce del Signore che li sta invitando a lasciare tutto e a seguirlo e proprio a loro desidero dire non abbiate paura poiché la vostra vita non sarà perduta ma diventerà come petali profumanti sparsi nel mondo direttamente dalle mani di Dio per far conoscere il suo amore infinito.

Suor Maria Sabina Figuccia per Condividere
(Le foto di questo servizio sono di Giampaolo Patti)

 

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