[LE FOTO] Dal materiale di riciclo nasce il presepe: l’originale Natività nella chiesa madre di Poggioreale

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Come nasce un presepe? Con quali prodotti viene realizzato? Come si mettono insieme? A Poggioreale, quest’anno alcuni componenti del coro della parrocchia Maria SS. Immacolata si sono cimentati nella realizzazione del presepe originale “Oasi nel deserto”. L’aridità del terreno simboleggia l’aridità del cuore che porta al peccato ma, se viene inondata dalla grazia di Dio, diventa terreno fertile dove il buon seme della Parola attecchisce, redimendoci e rendendoci salvi. Quindi, anche un cuore desolato e incolto come il deserto, può diventare fertile e rigoglioso come un’oasi, se pervaso dalla grazia di Dio. Dove c’è Dio c’è vita.

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Il presepe – visitabile in chiesa madre a Poggioreale – è stato progettato e realizzato da due scenografi locali: Antonino Tusarolo (maestro del coro) e Francesco Ippolito (corista tenore) con l’aiuto dell’organista Silvio Nicolicchia e delle coriste Rosina La Rocca, Marilena Salvato, Francesca Zummo e Filippa Ippolito. La particolarità è che tutti gli elementi (personaggi, animali, palme e tende) sono stati realizzati interamente a mano utilizzando materiale di riciclo. Le palme sono state realizzate con carta, fil di ferro e vernice a spruzzo. Le tende con stoffe riciclate. Le pecorelle sono state rivestite da vera lana di pecora ricavata dall’imbottitura di un vecchio cuscino, mentre le teste sono state fatte col das. Un cammello è stato realizzato con una vecchia pelliccia di visone, un altro con una giacca di pelliccia sintetica, la coppia (mamma e cucciolo) con un plaid di pile e pelliccia di lapin ricavata da un vecchio collo.

Per la creazione dell’asinello è stata usata una pelliccia di astrakan mentre il bue è stato rivestito con un giubbotto di montone. I visi dei personaggi sono in das dipinti a mano. Gli occhi degli animali sono stati fatti usando bottoni e orecchini con perle sintetiche mentre per  le bardature e i vestiti dei personaggi sono state utilizzate stoffe e passamanerie riciclate.

col contributo di Francesca Zummo per Condividere

 

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