[L’INIZIATIVA] Un corso per la Pastorale inclusiva come condivisione – VIDEO

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 «Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra» (1Cor 12,14). Questo è stato lo spirito con il quale l’équipe catechistica diocesana settore disabili e l’Ufficio diocesano per la salute hanno proposto il corso formativo di Pastorale inclusiva “Io, Tu, L’altro”. La persona con disabilità è, come ogni uomo, luogo della manifestazione di Dio, membro dello stesso corpo, che è la Chiesa. Tutti «possono essere portatori di doni e capacità altre» e la comunità è chiamata a sviluppare queste virtù. La Diocesi di Mazara del Vallo, da tempo, ha scelto di promuovere la Pastorale inclusiva delle persone con disabilità come strumento di condivisione, affinché nessuno si senta escluso ma figli dello stesso Dio e fratelli fra di loro.

L’équipe ha posto l’attenzione su un problema presente nelle nostre comunità: la vita spirituale delle persone disabili. Tutti i cristiani, in virtù del battesimo ricevuto, sono testimoni e annunciatori della fede nella vita quotidiana sia pure nei momenti di difficoltà e nonostante le limitazioni fisiche, intellettive e sensoriali. In questo quadro di fede, si è inserito il corso di formazione “Io, Tu, L’altro” rivolto ai catechisti della forania di Salemi, concluso nel marzo scorso, con la testimonianza di due catechisti sordi Donatello Aldorino e Anita R. Gabriele della Diocesi di Pescara. Il momento culminante di questo percorso è stata la celebrazione eucaristica, nella quale è stato garantito l’interpretariato LIS; i passi biblici sono stati letti in braille da persone non vedenti e l’animazione è stata affidata al coro “Sicut lilium”. In questo percorso di crescita personale e comunitaria, l’équipe catechistica diocesana settore disabili è stata partecipe di diversi momenti come l’accompagnamento di un ragazzo con disabilità intellettiva nel percorso per ricevere il sacramento della prima comunione e della cresima, presso la Diocesi di Mazara del Vallo.

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I segni, seppur piccoli, in tutta la Diocesi ci sono già. A Salemi, ad esempio, in chiesa madre, grazie alla collaborazione tra l’équipe e all’associazione “Spazio libero onlus” ogni domenica durante la santa Messa vengono lette le letture in braille da persone non vedenti. In molte foranie il servizio mensa viene fatto da ragazzi con handicap intellettivo. Le cose da fare sono ancora molte, indubbiamente va rafforzata e diffusa la cura di percorsi catechistici inclusivi per persone che presentano disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, assicurando nel contempo che possano realmente partecipare alla liturgia domenicale e testimoniare, attraverso la loro condizione, il dono e la gioia della fede e l’appartenenza piena alla comunità cristiana.

Paolo Tantaro per Condividere

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