La crisi e la fuga dei giovani dalla Sicilia: «Caro Vescovo, è necessario trovare una soluzione urgente…»

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La scuola per noi ragazzi è importante. Magari a volte la disprezziamo, troppi compiti, sveglia presto la mattina e verifiche scritte e orali quasi ci opprimono. Ma queste sono solo parti di un insieme più ampio, a scuola lo studente si sente a casa, è luogo di aggregazione dove si producono sogni. Nell’educazione scolastica si creano le nuove  aspettative del futuro , perciò non è difficile pensare che questa sia una parte fondamentale della nostra vita . Di recente il numero uno dell’apple Tim Cook ha enunciato il discorso di apertura del anno accademico dell’Università Bocconi: «Le idee cambiano il mondo, fate sentire la vostra voce» , quale luogo migliore di fioritura delle idee della scuola? La libertà intellettuale viene creata in questo posto, che diventa un misto tra sapere e stare bene insieme agli altri, un luogo magico.

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L’incontro del Vescovo con gli studenti dell’istituto “Dante Alighieri” di Partanna (frequentato dall’autore di questo servizio), nell’ambito della Visita pastorale a Partanna.

Ma, purtroppo, a scuola si insidiano alcuni mali, primo fra tutti la piaga del bullismo. Si tratta di un fenomeno di pura violenza gratuita, e soprattutto non fisica ma psicologica contro il ragazzo o la ragazza più debole giudicati dalla massa conforme e di certo non molto erudita degli studenti più saputelli , è assurdo come nel luogo più pure della conoscenza si verifichino questi avvenimenti . La scuola per noi è un punto fisso dove gira il nostro mondo, pensate passare così tanto tempo dei propri anni in un luogo che ti giudica in un luogo che odi e che ti fa soffrire, pensate che significa avere paura di andare a scuola ogni mattina, e non per l’interrogazione della prof, ma per superare quel calvario che spesso dura anni, dove non c’è spazio per te , dove vieni oppresso. Io penso che le nuove prospettive della scuola, non solo in Italia , debbano dare spazio alla risoluzione di questo grave problema. «Rispetta il prossimo e aiuta i più deboli» , la Chiesa in tal senso ci da alcuni insegnamenti che devono essere cardini nella nostra vita, perciò l’occasione della visita pastorale è da accogliere a pieno.

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Il Vescovo insieme alla dirigente scolastica, ad alcuni docenti e studenti dell’istituto “Dante Alighieri” di Partanna, al termine dell’incontro, nell’ambito della Visita pastorale.

Però , spesso, nei secoli è proprio la Chiesa che giudica il prossimo, quella parte della Chiesa che tenta di dare un modello di vita conforme, che non guarda le altre parte ed è inflessibile, perché non attuare cambiamenti in questo senso? Noi ragazzi e studenti sentiamo a volte lontana quest’istituzione proprio perché non siamo in grado di riconoscerci in essa , ed essa continua nella sua posizione quasi di distacco, perciò in tal senso la visita pastorale é un’ occasione di confronto da non perdere. La nostra è una terra difficile, dove la vera sfida è rimanere e non andarsene, una terra che ami fino in fondo ma che odi perché non da l’opportunità di esprimerti, ti incanta ma ti opprime, è aspra, è bella. La fuga di noi giovani, è un problema fondamentale, quasi senza soluzione, a tal proposito la Chiesa si ritrova con un problema fondamentale in Sicilia, svuotata di giovani la speranza viene meno e le nuove proposte per il futuro sono vane in un territorio così. Perciò la soluzione da trovare è urgente.

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Il selfie col Vescovo: Alessandro Nocera (autore di questo servizio) è il primo da sinistra nella foto.

 Uno dei fenomeni che vede come a protagonista la nostra Sicilia negli ultimi anni è l’immigrazione. Lo scontro tra culture di diverso tipo é inevitabile, i problemi che ne discernono sono tanti. In relazione alla cristianità , aiutare chi è in difficoltà è una prerogativa importante. In Italia si sta sviluppando un movimento, coadiuvato da diverse correnti politiche ,di rifiuto verso lo straniero, l’italiano medio pensa ed è convinto che chi viene da fuori arriva per rubare il lavoro. Difficilmente si pensa alle difficoltà che gli immigrati affrontano nei propri paesi, mettendo a rischio la loro vita fuggono con cuore addolorato e con una sola speranza, quella di un futuro migliore, che spesso viene delusa nella segregazione dei centri di accoglienza e nell’attesa di una burocrazia che somiglia molto ad una matassa. La Chiesa in questo momento è vicina a queste persone, è importante trasmettere alla comunitá una apertura mentale forte, dopo lo scontro tra le culture dovrebbe avvenire una sintesi di esse. In questo giorno importante gli argomenti da trattare sono molti, viviamo in mondo globale e fermarsi ai propri confini è impossibile. La ringraziamo di essere qui oggi con noi, le porte dei nostri cuori di adolescenti saranno sempre aperti per chi viene nel nome della pace, dell’apertura mentale, dell’abbraccio cristiano, dell’accoglienza delle diversità e dell’amore verso il prossimo.

Alessandro Nocera

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