[L’INTERVISTA] Il turismo, cultura e professionalità. Giada Lupo (Confindustria): «Senza rete non c’è sviluppo e futuro»

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Avvocatessa Lupo, la provincia di Trapani gioca una partita davvero importante: quella del turismo. Ma questo territorio è davvero pronto, in termini di infrastrutture, d’accoglienza e servizi, a dare il giusto valore al turismo?

«No, non è pronto. Bisognerebbe, intanto, capire l’esatta idea che si ha di un territorio già maturo in questo senso. ci vuole progettazione, strategia. Senza di questi non si va da nessuna parte. È su questi elementi che si basa qualsiasi idea imprenditoriale a medio o lungo termine. È innegabile che il territorio della provincia di Trapani è uno – se non forse il primo – più vocato al turismo di tutta la Sicilia. È necessario un impegno concreto in termini di sviluppo culturale, a tutti i livelli, compreso quello civico. dopo di ciò c’è anche un grande lavoro in termini di infrastrutture da realizzare».

Giada Lupo.
Giada Lupo.

Fra le criticità nello sviluppo turistico c’è la mancanza di rete tra gli enti. Spesso non parlano tra di loro e il territorio, agli occhi del turista, fa brutte figure. Che fare?

«Innanzitutto bisogna lavorare con la voglia di fare. esistono responsabilità anche quando non si vedono e queste si pagano con la faccia, in termini di occupazione, di mancata economia. E poi ognuno di noi dovrebbe interrogarsi: viviamo bene? Siamo in grado di una progettazione di vita dignitosa? A queste domande, ad oggi, è difficile riuscire a dare una risposta positiva. Ecco, allora bisogna guadagnare in umiltà e senso pratico, partendo dalle cose semplici, per iniziare a fare sistema. In Sicilia ci sono territorio con risultati esemplari. Penso, ad esempio, alla zona di Comiso o anche all’Agrigentino. Dobbiamo essere capaci di imitare questi esempi virtuosi».

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Giada Lupo è la prima da destra.
Giada Lupo è la prima da destra.

Come vede il futuro del turismo, da qui ai prossimi dieci anni, in provincia di trapani?

«Io voglio vederlo bellissimo, perché questa è anche la mia terra. Non riesco, anche nei momenti di umana frustrazione, ad abbandonarmi all’idea che le cose vadano così o peggio. Una massima mi aiuta in tal senso: il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà. Vedo il futuro più radioso, sfruttando tutte le opportunità. Nel turismo non si inventa nulla; c’è la parte creativa, ma c’è, soprattutto, quella professionale. Oggi facciamo i conti con i clienti che con un click decidono dove andare. In ogni parte del mondo. non è possibile l’improvvisazione».

Ha qualcosa da rimproverarsi o da rimproverare a qualcuno? E come si possono migliorare accoglienza e servizi?

«Io ho da rimproverare qualcosa ogni giorno a me stessa. entro a casa mia e non guardo le cose buone ma quelle da migliorare. E l’impegno è rivolto verso questo. dobbiamo imparare a lavorare e meritare una posizione migliore. Ritengo che abbiamo dimenticato la bellezza, la capacità di stupirci davanti alle cose belle per lasciare il posto al compromesso, senza avere più la capacità e la voglia di guardarci l’uno con l’altro e lavorare insieme. La responsabilità non è singolare ma è di tutti. Ecco perché è necessario l’impegno a tutti i livelli, ognuno nel proprio ruolo».

Max Firreri

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