L’INTERVISTA/Santiago Agrelo Martinez, Arcivescovo di Tangeri: Il dialogo dei sorrisi e dei gesti

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Santiago Agrelo Martinez, ofm, è un francescano spagnolo ed è Arcivescovo di Tangeri dal 2007. Tra gli incarichi ricoperti quello di docente di Liturgia presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma.

Eccellenza, come vede nella sua chiesa locale il fenomeno delle migrazioni?
«Lo vedo nei volti dei ragazzi, dei bambini che ti trovi davanti e che rappresentano un dolore che ti interpella. Qui le migrazioni non sono un tema di riflessione, ma sono una presenza che non ti lascia tranquillo nella tua vita. Io mi sono trovato i migranti davanti la porta di casa, non alle 10 del mattino, ma alle 4. Ti trovi davanti feriti, visi sconvolti, terrorizzati; è un’umanità che ti interpella. Davanti a quei visi e a quelle sofferenze, non ci sono ragioni economiche, politiche che permettano di restare indifferenti. Quanto te li trovi davanti devi agire, non puoi rimanere a guardare».

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Santiago Agrelo Martinez, ofm, Arcivescovo di Tangeri.

Nella sua Chiesa locale, come sono i rapporti tra cristiani e musulmani?
Tradizionalmente e culturalmente è un rapporto facile e familiare. La società marocchina è accogliente. Tutti mi salutano cordialmente. Io cammino sempre col mio abito francescano e questo, penso, sia un motivo in più perché ci sia uno sguardo, un sorriso. È un dialogo senza parole, anche perché io non parlo l’arabo. È un dialogo fatto di sguardi, nei sorrisi, nei gesti. Io qui mi sento molto a mio agio».

La sua Chiesa come vive le indicazioni di Papa Francesco di “Chiesa in uscita”?
«Questa Chiesa locale era una Chiesa in uscita prima che arrivasse Papa Francesco e molto prima di me. Questa è una Chiesa che nel tempo ha guardato il volto dei più piccoli, dei più vulnerabili, delle donne, di certi settori della società che, culturalmente, si tenevano in disparte. E penso alle famiglie con bambini disabili o disagiati. La Chiesa li ha tirati fuori, facendo capire ai genitori che a casa non avevano un peso ma un tesoro. Questa Chiesa è, dunque, una Chiesa in uscita da molto tempo. Il fatto stesso di trovarci come una Chiesa minoritaria è sicuramente una forza grande. Non siamo anonimi, siamo pochi e questo ci fa percorrere la strada giusta verso il dialogo».

Nicolas Lhernould per Condividere

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