[L’OPERA] A Selinunte il pino reciso dalla mafia diventa un’installazione – IL VIDEO

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L’installazione è ispirata da un fatto di mafia: negli anni ’90 al consigliere comunale francesco cirrincione furono tagliati in campagna due enormi pini. Il vero motivo non si è mai saputo ma il consigliere, in quegli anni, si oppose alla realizzazione di una discarica di rifiuti tossici in contrada Galasi nei pressi della diga delia, a castelvetrano. Prima di quel taglio aveva subito attentati incendiari e minacce. I due pini tagliati furono l’epilogo. «Si trattava di due pini che rappresentavano i miei figli e che avevo piantato insieme a mio suocero. certo che, per tagliarli, si sono impegnati parecchio. Non è facile buttare giù degli alberi così grossi. avranno usato una motosega molto potente».

Gaetano Savatteri, Ute Pyka e Umberto Leone.

Per anni gli enormi tronchi sono rimasti in campagna, lì a sfidare acqua, vento e sole. La loro storia incuriosì però umberto leone e ute Pika, due artisti di castelvetrano che col legno realizzano opere d’arte. così è nata l’opera “I pini di castelvetrano”, realizzata in collaborazione con Gaetano Savatteri e con vincenzo Pirrotta ed esposta, in maniera permanente, al “Pensiero contemporaneo”, di fronte l’ingresso del Parco archeologico di Selinunte.

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L’installazione si affianca a un’altra opera già esistente nel giardino, inaugurata lo scorso 13 maggio, “la semina del sole”, un’installazione vegetale ispirata a uno dei versi di Pino veneziano (pi furtuna c’è lu suli, iddu nun si fa arrubbari), realizzata utilizzando circa 100 piantine di girasole, seminate in un cerchio con un diametro di una quindicina di metri, con l’aiuto degli alunni dell’Istituto “capuana-Pardo”, la scuola elementare e materna della borgata di Marinella di Selinunte. «cerchiamo di seminare bellezza, cerchiamo di restituire a questi luoghi quella dignità che, giorno dopo giorno, un pezzo alla volta, viene loro sottratta. e per far questo bisogna cominciare dai bambini perché sono il nostro futuro.

È il terzo anno che realizziamo l’installazione dei girasoli con gli alunni della scuola della borgata e da quest’anno l’ente Parco e l’assessorato regionale all’identità siciliana ci hanno affida to lo spazio adiacente alla nostra sede per curare il verde pubblico e dare il via a un progetto di giardino artistico in collaborazione con alcune personalità della cultura e dell’arte contemporanea». Il Giardino artistico segue un percorso botanico, artistico e poetico-contemplativo, immergendo il visitatore in uno spazio fra sculture, essenze arboree e piante del territorio.

Max Firreri

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