Profeti del Dio Vivente. In cammino con Elia (editrice Vaticana)

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BRUNO SECONDIN
Profeti del Dio Vivente. In cammino con Elia (editrice Vaticana)
2014| pp. 152| 14 euro

«Misurarsi con Elia profeta è sempre un rischio e una grande avventura». Esordisce così nella prefazione al suo ultimo libro, Profeti del Dio vivente, padre Bruno Secondin, carmelitano, che a febbraio scorso ha tenuto la sua lectio divinasul profeta Elia alla curia romana e allo stesso pontefice. Il volume, una coedizione Edizioni Messaggero Padova e Libreria Editrice Vaticana, ripropone gli esercizi spirituali di Papa Francesco predicati dall’autore, particolarmente apprezzati dal pontefice. La parola del profeta “bruciava come fiaccola”, scrisse nella Bibbia il primo agiografo di Elia (Siracide 48,1). E in fondo lo “stile di Elia”, che predicava in modo veemente contro i potenti corrotti e violenti ma capace di tenerezza nei confronti di chi soffre e degli ultimi, non può non ricordare certi accenni dello “stile di Francesco”. Il volume si apre proprio con la lettera di ringraziamento che il papa ha inviato a Secondin e che ben riassume la pubblicazione. «Prendendo lo spunto dalla vicenda del Profeta Elia, Lei ci ha accompagnato nel “deserto” per fare un’esperienza di intima unione con Dio – si legge nella missiva – Il profeta Elia ci ha indicato la strada che porta a fare di Dio il centro della nostra vita e ad andare verso le periferie e le frontiere geografiche ed esistenziali… Le domande di verifica, suggerite a conclusione delle meditazioni, ci hanno aiutato a metterci faccia a faccia con i nostri limiti e le nostre debolezze, spronandoci a prendere le distanze e andare controcorrente, come ha fatto Elia».

L’autore, con un linguaggio diretto e asciutto, propone una lectio divina in tre movimenti: il primo sul «capire» è dedicato allo scavo esegetico; il secondo sul «meditare» svela le potenzialità spirituali ed esistenziali del testo sacro; il terzo sull’«applicare a noi», alla nostra storia presente, propone lo “stile di Elia” la cui voce turba e ferisce la nostra coscienza. Il lettore potrà così ripetere l’esperienza di papa Francesco, lasciandosi condurre fino «alle radici della fede, avendo il coraggio di dire no all’ambiguità, passando dagli idoli vani alla pietà vera, dalla fuga al pellegrinaggio», per usare ancora le parole indirizzate al carmelitano dal Santo Padre.

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