Raccontare Gesù. Parola, Comunione, Missione

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Raccontare_gesuMONS. LUIS ANTONIO GOKIM TAGLE
Raccontare Gesù. Parola, Comunione, Missione
(edizione Missionaria Italiana)
| 2014 | pp. 64 | euro 6,90

«È uno scandalo che ogni giorno abbia luogo una cancellazione di tanti “ultimi” del mondo». Con questa denuncia si chiude il nuovo libro del cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, arcivescovo di Manila, voce autorevole della chiesa asiatica e tra i nomi più in vista della «nuova» chiesa di papa Francesco. Nel libro il cardinale filippino affronta la missione della Chiesa nel mondo sotto tre aspetti: il primato della parola di Dio, la centralità dell’eucaristia come offerta di sé al prossimo, il ruolo dei cristiani nel contesto asiatico, dove i credenti in Cristo rappresentano una piccola minoranza (3%), osteggiata e spesso perseguitata, ma anche «piccolo gregge» fedele alla propria identità. Tagle affronta, con la sapienza del teologo e la passione del pastore «con l’odore delle pecore», per usare un’espressione cara a Francesco, il rapporto tra essere credenti e il mondo contemporaneo partendo dagli «ultimi», i primi destinatari dell’annuncio di Cristo: «I poveri, le bambine, le donne, i rifugiati, i migranti, le minoranze, i popoli indigeni, le vittime di diversi tipi di violenza domestica, politica ed etnica, l’ambiente, vedono soffocare le loro storie.

La chiesa racconta la storia di Gesù, le cui parole spesso rimasero inascoltate. La chiesa in Asia gli rende omaggio riconoscendosi nella funzione di narratrice delle storie dei senza voce, in modo che la voce di Gesù sia udita nelle loro storie soppresse». In più riprese il cardinale Tagle si interroga sulla violenza e sulla crudeltà che spesso sono presenti nel mondo contemporaneo: «È triste che gli idolatri sacrifichino altre persone per curare sé stessi e i propri interessi. A quanti operai è negato uno stipendio adeguato a causa del dio del profitto? Quante donne sono sacrificate al dio del dominio? Quanti bambini vengono sacrificati al dio della lussuria? Quanti alberi, fiumi, colline sono sacrificati al dio del “progresso”? Quante persone vengono sacrificate al dio della cupidigia? Quante persone indifese sono sacrificate al dio della sicurezza nazionale?».

Il cardinale asiatico evidenzia però come sia necessario andare ad incontrare i tanti gesti – nel libro gli episodi sono numerosi e molto ricchi di umanità – in cui la bontà radicale risalta in maniera distinta: «Tremiamo con orrore alla vista della distruttività del male. Meravigliamoci dinanzi alla realtà dell’amore senza macchia, del sacrificio e dell’adorazione puri. Dedichiamoci maggiormente alle moltitudini di vittime innocenti del nostro tempo. Potremo così toccare Gesù che conosce le loro lacrime e il loro dolore, li ha fatti propri e li ha trasformati in speranza e amore».

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