I cavadduzzi sono piccoli pani che riportano il calendario della storia alla fine del Cinquecento. La narrazione è quella di un miracolo avvenuto per intercessione proprio di San Biagio, invocato dai salemitani per via di una invasione di cavallette nei campi con la conseguente perdita del raccolto. Si racconta così che con l’invocazione del santo i campi furono liberati da questa invasione. I contadini promisero quindi di ringraziare San Biagio ogni anno con la realizzazione dei piccoli pani, indicandolo anche come compatrono di Salemi. Così Salemi tornerà mercoledì 3 febbraio a celebrare San Biagio. L’appuntamento è nell’antico quartiere Rabato, dove le donne si riuniscono per la realizzare i piccoli pani di San Biagio con un lavoro certosino.

 

San Biagio.
La statua di San Biagio.

Le funzioni religiose verranno celebrate nella chiesa di San Biagio alle 9, alle 10,30 e alle 18. Al termine di ogni funzione sarà possibile rendere omaggio alla reliquia del santo, ricevere la benedizione della gola e i cavadduzzi. Alle 16 di mercoledì si svolgerà il corteo storico sulla rievocazione del miracolo di San Biagio. Il corteo “San Biagio fra cavallette e gole benedette”, giunto alla settima edizione e organizzato con il patrocinio della Città di Salemi e dell’assessorato alla cultura, turismo e spettacolo, è nato da un’idea di Rosanna Sanfilippo. Un corteo di nobili in abiti medievali, di tamburini e musici che, partendo dal castello normanno-svevo, percorrerà le principali vie del centro storico di Salemi fino a raggiungere la chiesa dedicata al Santo ubicata nell’antico quartiere del Rabato. Quest’anno anche le vetrine dei commercianti del centro storico saranno addobbate con i principali pani che riconducono alla simbologia del miracolo.

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