La mia vita trascorreva lontana da Dio, come se Lui non ci fosse. Non ero proprio una ragazza “casa e Chiesa”, come ci si aspetterebbe da una monaca! Un giorno nella mia vita incontrai una grande sofferenza e in questi casi quando umanamente si può fare poco ci si rivolge a Dio, per “avere la grazia”, non perché lo si conosce e lo si ama. Io mi rivolsi a Lui, come fanno in tanti, chiedendogli di allontanare da me quella sofferenza, promettendogli che sarei andata a messa tutte le domeniche e mi sarei accostata al Sacramento della Riconciliazione.

Il Signore ha guardato alla mia miseria senza scomporsi più di tanto, ma ne ha fatto l’occasione per farsi conoscere e per rivelarmi il suo disegno che da sempre aveva pensato per me. Lui sceglie le nostre vie, vie normali per venirci incontro. Così cominciai ad adempiere la mia “eroica” promessa! Iniziai ad andare tutte le domeniche a messa, aspettando che la grazia fosse esaudita ma non avevo fatto i conti con la Sua Parola, che arrivava, domenica dopo domenica, come una fuoco che illuminava le tenebre del mio cuore, lo rischiarava, purificava, lo metteva a nudo e nello stesso tempo scoprivo un Dio che mi stava raggiungendo lì dov’ero e che mi amava di un amore grande. Duemila anni fà il Suo amore lo portò a farsi uomo per ricondurre l’uomo a sé, adesso nella mia vita si stava di nuovo chinando, non per condannarmi ma per starmi accanto proprio in quella sofferenza che non volevo e che non mi ha tolto per anni ancora, perché lui l’aveva scelta come luogo della Sua epifania, il luogo dove io potevo conoscere il Suo Amore per me.

Suor Maria Alessandra col Vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli.
Suor Maria Alessandra col Vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli.

Ascoltare la Sua Parola, stare con Lui nella preghiera e scoprire una nuova e profonda felicità. Seguendo i suoi insegnamenti mi ha portato a sentire qualcosa di diverso nel mio cuore: il suo desiderio di me e il mio desiderio di non allontanarmi mai da Lui, di stare con Lui. Con il tempo sentii che il Signore mi chiedeva qualcosa di più di quello che gli stavo dando, ma quando chiedevo a Lui cosa volesse che io facessi, sentivo che chiedeva me. Decisi allora, dopo varie resistenze, di chiedere aiuto a uno dei frati francescani della mia parrocchia, Santa Maria di Gesù. Iniziai così un cammino di ricerca dove, nell’ascolto sempre più profondo della Parola, lo Spirito rischiarava i miei passi e mi permetteva di leggere ciò che il Signore stava scrivendo nelle pagine della mia vita. Non mi lasciò sola in questa meravigliosa avventura ma, come al Padre S. Francesco e alla Madre S. Chiara, mi donò dei fratelli e delle sorelle, conducendomi alla Gioventù Francescana a Palermo dove mi ero trasferita per frequentare l’Università.

Fratelli e sorelle che condividevano il mio stesso desiderio di Dio, il desiderio di muovere la propria vita sui passi del Vangelo, senza paura perché già scopritori di qualcosa di grande che ci aveva catturato il cuore: l’Amore di Dio, incrollabile e immenso. Conobbi S. Chiara nelle persone delle Sorelle Povere del Monastero Sacro Cuore, nella mia stessa città, che, senza saperlo, sarebbe diventato il luogo dove Dio aveva deciso di continuare la nostra storia insieme, il nostro cammino. Negli scritti di Chiara riconobbi come in uno specchio il mio stesso desiderio di Dio e il mio stesso desiderio di andare a Lui non da sola ma in fraternità, mettendo nelle Sue mani la mia povertà e il mio cuore, e il desiderio che il “tesoro” scoperto potesse essere conosciuto da ogni uomo, che ogni uomo potesse conoscere questo abbassarsi di Dio sulle nostre vie, sulla nostra povertà, sulla nostra storia per stringerci a Sè e donarci quella felicità che solo nella sua volontà possiamo incontrare.

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Suor Maria Alessandra è al centro in basso nella foto.

Ho varcato la soglia della clausura il 17 marzo 2007. Mi ha sempre accompagnata la certezza di essere sua, di camminare insieme a Gesù giorno dopo giorno, nella gioia come nella fatica, negli slanci che lo Spirito permette di fare come nelle cadute, con le mie risorse e le mie povertà. Essere consacrata a Dio non è essere marchiata con il timbro dei “migliori”, al contrario, parte dall’incontro tra la nostra miseria e la Sua misericordia che fa scaturire la nostra consegna a Lui nella gioia per il desiderio che tutto di noi sia Suo.

Al termine dell’Anno della Vita Consacrata il 2 febbraio, Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, vi consegno qualcosa della mia scelta di vita partendo proprio dai due personaggi che la Liturgia ci pone innanzi: Simeone e Anna. Come veri contemplativi, sono in ricerca, nonostante la vecchiaia, di Chi sono certi di incontrare e che si farà incontrare. Anche lì il Signore sceglie vie normali per incontrarli e loro hanno la capacità di vedere con gli occhi della fede il Signore che arriva nella maniera più abitudinaria e nascosta: un bambino in braccio alla mamma e il suo papà. La vita stessa che viviamo, la quotidianità, le nostre relazioni, come anche le persone che bussano alla nostra porta e le loro storie spesso sofferte, ogni uomo, il mondo da cui non ci estraniamo, divengono il luogo della nostra contemplazione, dove scorgere la presenza di Dio e tutto viene racchiuso nell’offerta della nostra preghiera. Vicinanza a Dio, custodia della Sua Parola di salvezza, sincera vicinanza ed empatia verso il prossimo è tutto ciò che rende la nostra vita veramente tutta di Dio e tutta per l’uomo. «Guarda il tuo Sposo… . Guardalo, consideralo, contemplalo, desiderando di imitarlo» è l’invito che la nostra Madre S. Chiara rivolse a S. Agnese di Praga, senza mai allontanare lo sguardo dall’uomo e dalla sua storia. Come ha fatto Gesù con noi.

Suor Maria Alessandra (Monastero Sacro Cuore di Alcamo) per Condividere

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