Mazara del Vallo, presentato il progetto del “Museo dei giusti”

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Un museo su due piani: a pian terreno le testimonianze dei primi venticinque siciliani giusti, a primo piano, invece, uno spazio dedicato agli eventi: piccoli concerti, mostre e proiezione di filmati. Nascerà così il museo dei giusti all’interno del Seminario vescovile di piazza della Repubblica a Mazara del Vallo. Il progetto è stato presentato stamattina nell’aula magna del Seminario, alla presenza dei parenti di alcuni dei venticinque “siciliani giusti” scelti in questa prima fase.

 

Giovanni Sollima durante la presentazione del progetto del Museo dei giusti

Ad illustrare il progetto è stato don Francesco Fiorino: «A pian terreno una sala accoglierà l’esposizione con le testimonianze che ci verranno donate dai parenti – ha detto Fiorino – ma ci saranno anche dei totem interattivi che consentiranno di leggere le biografie, scritti e messaggi dei protagonisti. A primo piano, invece, uno spazio è dedicato agli eventi. Pensiamo, infatti, di realizzare piccoli concerti, proiezione di filmati, mostre ed incontri».

Giuseppina e Gaetano Puglisi, nipote e fratello di don Pino

Parole di gratitudine nei confronti dell’iniziativa sono state espresse da Vito Lo Monaco, presidente del centro studi “Pio La Torre” ma anche da Sergio Mattarella, Giovanni Chinnici, figlio del giudice Rocco, Gaetano e Giuseppina Puglisi, fratello e nipote di don Pino, Claudia Arcidiacono, nipote del cardinale Salvatore Pappalardo, Pina Maisano, moglie di Libero Grassi.

Monsignor Domenico Mogavero, Vito Lo Lo Monaco (presidente del centro “Pio La Torre”, Pina Maisano (moglie di Libero Grassi) e Sergio Mattarella.

 

Una testimonianza musicale di Eliodoro Sollima è stata offerta dai figli Giovanni e Luigi che hanno eseguito due brani del padre, marsalese d’origine poi trapiantato a Palermo. «La memoria non può essere spazzata – ha detto il Vescovo monsignor Domenico Mogavero – ecco perché bisogna non dimenticare il passato ma, soprattutto, farne tesoro e raccogliere le testimonianze di questi “siciliani giusti”».

Giovanni Chinnici, figlio del giudice Rocco, assassinato dalla mafia
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2 Commenti

  1. bellissima iniziativa. Senza il ricordo e, talvolta, la conoscenza del nostro passato, anche quello legato alle pagine più buie e triesti del nostro Paese, non si può costruire un futuro migliore. Queste Vite, vissute tanto pienamente quanto stroncate prematuramente, sono e saranno d’esempio alle nuove generazioni.

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