[FORMAZIONE IdR] Il Patto educativo, «strumento d’alleanza studente-scuola-famiglia»

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Nell’aula “San Carlo Borromeo” del Seminario vescovile di Mazara del Vallo si è svolto il quarto incontro di formazione per gli insegnanti di religione della Diocesi. Tema scelto è stato “Norme e patto educativo di corresponsabilità”. A relazionare è stata Luigina Palazzolo, responsabile nazionale del dipartimento consulenza professionale Uciim. A introdurre l’incontro è stata la direttrice del Servizio diocesano IRC Rosalba Montoleone che ha ribadito l’importanza della tematica: «Il patto educativo di corresponsabilità non è solo un semplice adempimento burocratico ma uno strumento fondamentale e fondativo dell’alleanza tra studente, scuola e famiglia».

Luigina Palazzolo ha sottolineato come «il patto non debba essere visto come qualcosa di formale ma come opportunità e alleanza per la non violenza». L’approfondito excursus normativo della relatrice ha evidenziato come sia fondamentale oggi superare la logica della “delega” per riaffermare la logica della corresponsabilità, «perché il patto è davvero il pilastro su cui si fondano le politiche specifiche per l’antiviolenza – ha detto Luigina Palazzolo – ma non basta solo sottoscriverlo, come purtroppo spesso avviene, occorre realmente impegnarsi per la non violenza e la pace».

Infatti, nel contesto scolastico, la non violenza non può essere una semplice assenza di violenza fisica, ma una scelta etica e una prassi attiva che promuove valori di pace, giustizia, rispetto reciproco basati su ascolto attivo, empatia, risoluzione non violenta dei conflitti, rispetto delle differenze, cooperazione e pensiero critico. «Qui entra in gioco l’importanza dell’insegnante di religione – ha detto la Palazzolo – il quale non è soggetto passivo, ma partecipa alla stesura e alle decisioni relative alla programmazione didattica ed educativa. L’insegnante di religione affronta temi legati all’etica, alla solidarietà, all’accoglienza, alla pace e alla dignità della persona fornendo chiavi di lettura e gli strumenti valoriali per la risoluzione non violenta dei conflitti, promuovendo il dialogo e la riconciliazione, attraverso contenuti a sfondo etico e sociale, come il valore assoluto della vita, la riflessione sul “non uccidere”, l’amore per il prossimo, la giustizia e la pace; ma anche attraverso contenuti interpersonali e di inclusione, come per esempio il dialogo interreligioso e culturale».

E proprio su quest’ultimo punto interessante è intervenuta una partecipante al XXII corso regionale di aggiornamento per docenti di religione cattolica, svoltosi a Capo d’Orlando dal titolo “Radici comuni futuro condiviso”, la quale ha evidenziato come le relazioni umane autentiche sono la base di qualsiasi dialogo tra mondi religiosi differenti e ,in passato anche conflittuali: il dialogo interreligioso non è un programma politico o teologico, ma impegno umano per costruire e spesso ricostruire un mondo lacerato da guerre, violenze, sopraffazioni. In questo il ruolo della scuola e anche delle famiglie è e dovrà essere fondamentale.

(ha collaborato Paolo Mirabile)

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