Una festa che ha radici profonde, nella tradizione casearia delle contrade Ciavolo, Ciavolotto e Digerbato di Marsala, che oggi contano ben 15 produttori di latte e formaggi. Debutta domenica 28 settembre con la prima edizione la festa del pastore a Ciavolo di Marsala, la sagra dei sapori caseari e della tradizione. Un’intera giornata dedicata a momenti di confronto, laboratorio per bambini, degustazione e performances artistiche. Si inizia alle 10 con la santa messa nella parrocchia Maria Ss. della Cava e si proseguirà col laboratorio per bambini “Piccoli casari crescono”: si terrà una breve dimostrazione pratica di come si prepara la ricotta e il formaggio, grazie a docenti e alunni dell’Istituto “Abele Damiani” di Marsala. Alle 15,30 si terrà l’inaugurazione della sagra, alla presenza del Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, del sindaco Massimo Grillo, del rappresentante Mcl Giovanni Sinacori, del comandante della stazione carabinieri Diego Angileri e dei dirigenti scolastici Leonardo Claudio Gulotta e Domenico Pocorobba. Alle 16 l’apertura dell’area espositiva “Il mercato dei sapori” e dell’area ristorazione. Si potrà partecipazione alla degustazione di formaggi: primo sale bianco, pecorino stagionato e ricotta selezionati dai produttori e guidata dai produttori, docenti e alunni dell’Istituto “Abele Damiani”. Dalle 16 alle 21 degustazione dei vini della cantina sociale Casale. Dalle 17 musica col gruppo folk “I picciotti di Matarocco”. Dalle 18 degustazione di piatti a base di pecora, in collaborazione con gli alunni dell’Istituto “Abele Damiani” di Marsala. Alle 18,30 la testimonianza dei pastori, con gli interventi dell’assessore comunale Gaspare Di Girolamo e del presidente della cantina sociale Casale, Rocco Curatolo. Dalle 19, recita di poesie ed esposizione dei manufatti degli alunni dell’IC “De Gasperi-De Vita”, spettacolo con i “Trikke e due” e gran finale coi giochi pirotecnici.
«Nelle nostre contrade l’esperienza di mastri casari si è tramandata di generazione in generazione – spiega Giacomo Barraco – e questo ha rappresentato un’importante fetta dell’economia del nostro territorio. Oggi con questa iniziativa valorizziamo i prodotti e la nostra tradizione».


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