C’è un luogo nel cuore di Mazara del Vallo che, pur essendo noto a tutti, continua a custodire misteri e meraviglie sconosciute ai più. È la nostra Pontificia Basilica Minore, Cattedrale del Ss. Salvatore, monumento emblematico della città, scrigno di arte e di fede, simbolo di una memoria che attraversa i secoli. Con la benedizione e l’incoraggiamento del parroco don Edoardo Bonacasa — uomo di Dio dal cuore grande e dallo spessore umano autentico — è nata l’iniziativa “La Cattedrale Segreta”, un tour guidato che ho il privilegio di condurre come cicerone tra i silenzi eloquenti di spazi mai aperti al pubblico. “La Cattedrale Segreta” non è solo un itinerario culturale: è un’esperienza interiore. Guidati alla scoperta di luoghi inediti come il campanile, i corridoi nascosti, il retro dell’altare maggiore, il Sancta Sanctorum e altre meraviglie architettoniche solitamente celate allo sguardo comune, i visitatori riscoprono non solo l’edificio sacro, ma anche se stessi. Ogni scalino, ogni porta aperta, ogni angolo rivelato racconta una storia antica, eppure profondamente attuale, capace di parlare al cuore di tutti.

E davvero, possiamo dire, a tutti: perché il tour ha coinvolto giovani, anziani, turisti, credenti e non, accomunati da un unico sentimento, lo stupore. La nostra Cattedrale, posata come un vascello sulla splendida piazza della Repubblica, affonda le sue radici nella storia più profonda della Sicilia cristiana. Edificata per volontà del Gran Conte Ruggero d’Altavilla, vincitore del combattimento contro l’arabo Mokarta, essa fu inizialmente dedicata al Ss. Salvatore e alla Vergine Madre come ringraziamento per la vittoria. Dell’impianto normanno originario, a tre navate e ricco di mosaici e soffitti lignei, resta oggi una memoria trasformata dallo scorrere del tempo e dalle necessità della fede. Nel 1685, sotto il Vescovo monsignor Francesco Maria Graffeo, la Cattedrale venne ricostruita dalle fondamenta in stile barocco, regalandoci quella sinfonia di stucchi, affreschi e cupole che oggi ammiriamo. L’interno, a croce latina, colpisce per la sua armonia luminosa: la cupola centrale, ellittica, ospita un imponente Giudizio Universale, e l’altare maggiore — un capolavoro d’argenteria trapanese — è custode di spiritualità e arte.
Tra le tappe più emozionanti del tour si colloca la visione ravvicinata del gruppo marmoreo della Trasfigurazione, opera somma dei Gagini, che attraverso luce e forma racconta la teofania del Monte Tabor. Ai suoi piedi, la Dèesis del Vescovo De Rubeis, con l’Eucarestia monumentale al centro e, ai lati, le figure supplicanti di Maria e Giovanni Battista, è un grido silenzioso di intercessione che si leva per l’umanità. In altri angoli della Cattedrale si celano tesori che “La Cattedrale Segreta” svela alla meraviglia dei presenti: il Crocifisso ligneo bizantino, simbolo della totalità dell’amore di Cristo, e l’affresco del Cristo Pantocrator, ieratico e profondo, che richiama alla bellezza severa dell’arte orientale. “La Cattedrale Segreta” non è solo un tour: è un invito. Un invito a rallentare, a osservare, a lasciarsi toccare dalla bellezza che eleva. È una risposta a quel bisogno di profondità che oggi, più che mai, si fa sentire. E la partecipazione viva, calorosa, entusiasta dei visitatori è la prova che quando si offre qualcosa di vero — storia, fede, arte, silenzio — il cuore dell’uomo risponde con gratitudine. In questa Cattedrale che ha visto nascere la prima assise democratica d’Europa nel 1097, che ha accolto sovrani, vescovi, artisti, e generazioni di fedeli, oggi passa anche una nuova forma di evangelizzazione: quella che non impone, ma propone; non predica, ma racconta; non divide, ma unisce. Ecco il senso profondo de “La Cattedrale Segreta”: rivelare che il sacro non è mai nascosto davvero, basta saperlo cercare.
Danilo Di Maria per Condividere
Ultima tappa per le visite alla Cattedrale, giovedì 28 agosto, ingressi alle ore 20,30; 21,15; 22; 22,45 e 23,30.


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