[PASQUA A BETLEMME] “Dar al Majus”, progetto che guarda al futuro

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Le strade di Gerusalemme e di Betlemme sono, finalmente, di nuovo ricolme di pellegrini provenienti da diverse parti del mondo. Dopo il periodo della pandemia legata al Covid, sono tornati anche in Terra Santa i flussi dei pellegrini. Le tensioni politiche sia dentro Israele che tra Israele e Palestina non mancano, come pure sono aumentati le violenze e i soprusi dell’occupazione israeliana; ma la presenza dei pellegrini che affollano i luoghi santi porta con sé una nota di speranza, dopo i due anni di pandemia che hanno messo in ginocchio l’economia soprattutto nella città di Betlemme. Uno dei segni più evidenti di questa ripartenza è il mio ultimo progetto “Dar al Majus”, che sorge proprio nel centro di Betlemme, in un angolo di Piazza della Mangiatoria, antistante la Basilica della Natività. Il nome, in arabo, significa «Casa dei Magi», ed è un progetto al contempo sociale ed educativo, nato dal cuore della comunità cristiana di Betlemme.

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“Dar al Majus” è un luogo di accoglienza, di formazione e di cultura. Vuole essere un segno di rinascita in uno dei posti emblematici della città. Si tratta, infatti, di un edificio storico, tipico esempio dell’architettura residenziale betlemita di inizio Novecento. L’elemento centrale è il cortile interno, lo hosh, uno spazio di condivisione che è tornato oggi a essere luogo d’incontro all’interno del tessuto sociale betlemita. La Casa dei Magi si trova a due passi dalla Basilica e a ridosso dell’area più antica di Betlemme, dominata dalla presenza di una moschea. Proprio per questa ragione, è una presenza strategica, una sorta di ponte tra le varie anime della città. Nel cortile e negli spazi interni si svolgono diverse iniziative: un corso di cucina, presentazioni di libri, mostre, concerti. Il primo piano è dedicato alle attività sociali e ai progetti a partire dal centro di ascolto, che portiamo avanti da oltre 15 anni. Investiamo e lavoriamo tanto sui giovani, offrendo sguardi di bellezza nel luogo dove essa è nata e che possano andare al di là del muro di separazione che cinge Betlemme. In una parola, vogliamo aiutarli a scommettere sul futuro. Al centro del nostro impegno c’è soprattutto l’attenzione al lavoro, anche come opportunità di inserimento sociale per persone con vulnerabilità. Perché solo se sapremo offrire un’opportunità di lavoro si riuscirà a mettere un freno alla diaspora dei cristiani del Medio Oriente.

Da Betlemme a Gerusalemme la distanza è breve, solo 7 chilometri separano i due luoghi santi più importanti della cristianità. Ma il muro di separazione rende difficile, e, a volte, un sogno impossibile per i palestinesi attraversare quel muro. Anche quest’anno le tre festività più importanti per le tre religioni monoteiste cadono nello stesso periodo: la Pasqua cristiana cattolica e ortodossa, la Pessah ebraica e il Ramadan islamico. Gerusalemme blindata e sacra è, ancora una volta, al centro del mondo: e il fuoco, segno di luce, che attendiamo dal Santo Sepolcro e simbolo di risurrezione e di vita nuova che rinnova speranza per il mondo intero.

Vincenzo Bellomo (Ass. Pro Terra Sancta) per Condividere

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