Anche Gibellina ha mostrato solidarietà e vicinanza al popolo di Gaza. In piazza XV gennaio 1968 è stato organizzato un flash mob con la partecipazione di numerosi giovani. Con le candele accese i partecipanti si sono radunati sotto la torre di Mendini. «Ci siamo ritrovati in un luogo che invitava a guardare in alto – ha detto Salvatore Capo, uno dei partecipanti – e ho pensato che guardare in alto significa essere guidati dallo spirito, non dalla mente, dai calcoli, dalle convenienze, dagli interessi. E mi sono chiesto da cosa sono guidati oggi quelli che promuovono e alimentano le guerre».
L’occasione del flash mob è servita anche per le riflessioni individuali sui conflitti e sul valore della pace. «Sono convinto – ha detto Salvatore Capo – che il motore fondamentale della continuazione di questa guerra (con riferimento al conflitto Russia-Ucraina) sia un altro, sia un calcolo, un interesse economico. Nel mondo in cui viviamo un interesse economico rilevante è quello delle industrie che producono armi o materiali che servono a costruire armi. Le prime cinque industrie produttrici di armi al mondo sono tutte statunitensi. La sesta è britannica».
Il piano di pace proposto da Trump è, comunque, «un fatto positivo, perché, se verrà attuato, metterà fine alla morte di tanti innocenti e al massacro di tante vite umane. Lasciarsi guidare dallo spirito significa lasciarsi guidare dai valori. E il valore più importante è la vita umana, la difesa della vita e della sua dignità», ha concluso Capo.


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