[ANNO LITURGICO] «Il desiderio di Dio e il desiderio del prossimo»: il messaggio per l’Avvento – ASCOLTA OMELIA

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Il Vescovo monsignor Domenico Mogavero ha presieduto, sabato sera nella Cattedrale Ss. Salvatore di Mazara del Vallo, la Veglia d’Avvento che apre il nuovo anno liturgico. In una Cattedrale gremita di fedeli, consacrate e gruppi scout, il Vescovo ha ripreso le parole di Papa Francesco. Qui di seguito il testo integrale del messaggio del Vescovo:

L’Avvento, inizio del nuovo anno liturgico, ci fa dono di germi di novità che chiedono ai fedeli cristiani e alle nostre comunità uno slancio vitale analogo a quello che freme dentro il piccolo seme nascosto nelle viscere della terra. Proprio quell’impulso, silenzioso ma fecondo, prepara e custodisce già il frutto che sarà prodotto a suo tempo. Uno di questi microcosmi vitali, dal forte spessore spirituale, è l’esperienza dell’attesa propria dell’Avvento. Liberarsi dalla frenesia che contagia tutti è un tesoro nascosto ma formidabile da scoprire e vivere, creando attorno a noi, e soprattutto nella esperienza personale di ciascuno, un ambiente in cui far decantare le tante lacerazioni e sopraffazioni interiori. Abbiamo bisogno di un cuore rasserenato e pacificato e per accogliere l’Emmanuele.

La Cattedrale di Mazara del Vallo.
La Cattedrale di Mazara del Vallo.

E se ritornerai/ sarà nel vento che si leva dal mare,/ nel respiro aperto della vela,/ nell’azzurra virata dei gabbiani./ Rapido tornerai,/ come la luce diffusa sopra l’onda/ che ne vibra di baleni improvvisi. (Donata Doni)

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Un altro germe prezioso è la riscoperta centralità del mistero dell’incarnazione nella prospettiva della relazione, perno attorno a cui si snoda il percorso pastorale della nostra Chiesa in questo anno di grazia. La liturgia celebra il Natale come festa dell’indissolubile e sponsale unione della natura divina con la natura umana nell’unica persona del Verbo. La comunicazione tra la liturgia e la vita chiede perciò al fedele cristiano di vivere una relazione simile con i propri fratelli nell’accoglienza, nel dialogo e nella condivisione. In tale contesto l’incarnazione può guarire e risanare la freddezza, il distacco, il disinteresse verso gli altri che svuotano e disincarnano la vita delle nostre famiglie, degli ambienti di lavoro (fortunato chi ne ha uno in questo tempo tormentoso…), della scuola, delle nostre parrocchie, degli istituti di vita consacrata, delle aggregazioni ecclesiali. Dio Padre ci chiede di accorgerci che il Figlio continua a incarnarsi e ad avere un volto: il volto di chi mi sta accanto (anche se non questo non è un volto noto o come a me piace!) e che questo volto è quello di mio fratello, di mia sorella.

Buon Avvento con le parole di Papa Francesco:
Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia./ Il Figlio di Dio, nella sua incarnazione,/ ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza.

Monsignor Domenico Mogavero

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