[FORUM] Belice/terremoto_’68: 390 milioni per completare la ricostruzione, sono troppi o servono veramente?

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La ricostruzione non può dirsi completata: mancano ancora, infatti, poco più di 390 milioni di euro: soldi necessari sia per l’edilizia privata che per le opere pubbliche. Poco prima di Natale, il Parlamento, approvando due emendamenti specifici alla legge di stabilità, ha dato il via libera allo stanziamento di ulteriori 45 milioni di euro per le zone terremotate della Sicilia occidentale. Una sorta di risarcimento per lo «scippo» subìto, nel 2008, da parte del governo Berlusconi, che dirottò altrove i 50 milioni destinati alla Valle dal secondo gabinetto Prodi. Uno sfregio che provocò il biasimo delle amministrazioni locali nei confronti dell’esecutivo, che aveva disatteso, in modo inusuale, un preciso impegno assunto dal Parlamento.

«Si tratta – spiega il coordinatore dei sindaci, Nicola Catania – di somme prelevate dal Fondo cosiddetto “di solidarietà e coesione”, che, a discrezione dei comuni, potranno essere utilizzate anche per le opere pubbliche». Catania si dice «particolarmente soddisfatto» del risultato ottenuto dopo un lungo lavoro preparatorio al Ministero della Coesione territoriale: «Siamo riusciti a far comprendere nelle sedi istituzionali ciò che sosteniamo da anni relativamente all’ingiustizia subìta e al mancato rispetto dei diritti maturati dalle nostre popolazioni». E indica la strada da seguire in futuro: «Occorre guardare oltre il terremoto; bisogna mirare ad un armonico processo di sviluppo economico delle aree interne del Belice».

Vincenzo Di Stefano per Condividere

Scarica qui la locandina delle iniziative per il 45° anniversario del terremoto del 1968, organizzate dal coordinamento dei sindaci: Locandina 45 Anniversario

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390 MILIONI PER COMPLETARE LA RICOSTRUZIONE, SONO TROPPI O SERVONO VERAMENTE?

 

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6 Commenti

  1. C’è bisogno che si creino delle reali opportunità per le persone che vivono questi luoghi. La responsabilità più grande per le istituzioni è creare i presupposti affinché le persone possano ritornare a riappropriassi del propri territori e della propria memoria attraverso il lavoro. Non serve l’assistenzialismo sterile, utile solo a far vetrina per i politici di turno. Innescare un processo culturale e consapevole è ciò di cui dovrebbe farsi carico la classe politica inquanato prima responsabile.

  2. sarebbe opportuno cominciare a costruire una casa per chi non ce l’ha!!!! poi scusatemi la nota polemica….. non c’è lavoro , non si risanano le aziende…..eppure ci sono tutti questi soldi da spendere!!!! chiediamo massima trasparenza su come verranno spesi….. non vorrei che come spesso dalle nostre parti accade, restino soltanto una bella scoperta politica che porta devoti solo ad un santo politico protettore ….

  3. Il sono troppi o servono verament è come dire: Devo andare da Mazara a Catania, mi basta un pieno di benzina? é troppo o è poco??? Se c’è il come il dove quando ed quanto occorrerò spendere in funzione di obiettivi condivi… poi si potrà dire possibimente sono poci, oppure potrebbero essere molti! Ma attenzione se son pochi e non ci sarà possibilità di averne altre ( di somme) sarà necessario ridimensionare gli obiettivi…. se ci sarà eccedenza si individuino sotto obiettivi significativi! Cmunque nell’uno e nell’altro caso la prima varabile di chi pone in essere tali obeittivi è la QUALITA’ !!! ( Occhio: la Qualità non costa, la qualità è insita nel modo come le cose vengono ad essere realizzate e soprattuto è data dal modo come le risorse umane interagiscono per realizzare gli obiettivi che si sono prefissati! In Bocca al LUPO!

  4. sarebbero molti se i politici e chi è nella stanza dei bottoni non si abbandonassero a spese allegre con i soldi di tutti noi. Una spesa più rigosamente limitata darebbe la possibilità di realizzare grandi cose.

  5. Non basta avere le somme a disposizione, occorre anche avere la contezza e, quindi, la conoscenza di spenderle – queste somme – in modo appropriato in funzione di obiettivi che, all’interno dell’area, dopo una intenso dibattito risultano essere – deontologicamente – primari o altamenete sussidiari a seguito di una CONDIVISIONE tra i soggetti interessati. Obiettivi che possano dare un valore aggiunto ai servizi reali o pesonali già esistenti sul territorio o ad innovazioni ce possano VALORIZZARE IL SOSTENIBILE OGGETTIVAMENTE CONDIVISO. La remora o la zeppa al non impiego di suddette somme potrebbe essere, a mio modesto parere, alla mancata contrattazione per paura di infiltrazioni di soggetti ai margini della legalità, o perchè susistono idee divergenti sul loro impiego, o, cosa molto diffusa nelle nostre terre, il volerle utilizzare per fini politici o di strategia politico-amministrativa personale e di gruppo… ovvero secondo quell’arroganza politica che ha distrutto il vero senso della pertecizione alla gestione della cosa pubblica non solo in Sicilia ma anche nel Nostro Bel Paese. Grazie per avermi dato l’opportunità di manifestare il mio parere: Buona giornata!

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