[LA TESTIMONIANZA] Gianfranco Casale, scout per passione: «Tutto ebbe inizio per gioco e curiosità, e poi…»

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Educazione globale, rispetto, senso civico, formazione del carattere, abilità manuale, salute e forza fisica, servizio del prossimo. Gianfranco Casale di Mazara del Vallo, responsabile della zona “Lilibeo”(Mazara 4) degli scout Agesci racconta la sua esperienza con calzoni di velluto e camicia. Tutto è iniziato per gioco e curiosità nel lontano 1992, stimolato dai suoi genitori e incuriosito da questo movimento che da sempre esprime un ideale di vita.

«Fare lo scout mi ha dato tantissimo – racconta – prima di tutto un’educazione globale (in particolar modo religiosa), ho imparato ad assumermi le mie responsabilità fin da piccolo e ho acquisito un forte senso civico. Oggi se mi sento sicuro di me, lo devo anche allo scoutismo che mi ha insegnato ad affrontare le situazioni difficili».

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Gianfranco Casale fra don Luigi Ciotti e Antonio Ingroia, durante l’edizione di “Giovaninfesta” del 2011 a Gibellina.

Escursioni, momenti di confronto e sullo sfondo la crescita di un bambino, poi divenuto ragazzo. Gli scout svolgono un ruolo di fondamentale importanza nella società, una società sempre più in crisi di valori, nella quale spesso i giovani hanno difficoltà ad inserirsi e vivono ai margini. « Lo scoutismo insegna dei valori fondamentali, il fatto di essere “cittadini del mondo”, riuscire a guardare la realtà con senso civico, aprirsi al territorio, impegnarsi nel campo della legalità e della pace» racconta ancora Gianfranco. Di fondo c’è il binomio religione-scout, perché è impossibile immaginare le due cose separate. Lo scoutismo è caratterizzato da un forte senso di educazione religiosa.

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Scout durante un campo.

IL TERMINE – Scout è un termie inglese preso dall’epopea americana, letteralmente, vuol dire “esploratore” ed è un movimento mondiale educativo che esprime un ideale di vita, fondato da Robert Baden-Powell. È un movimento educativo non formale di giovani che si propone come obiettivo la formazione integrale della persona secondo i principi ed i valori definiti proprio da Baden-Powell, attualizzati oggi dall’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (World Organization of the Scout Movement) e dall’associazione mondiale delle guide esploratrici (World Association of Girl Guides and Girl Scouts).

LE ATTIVITÀ – Attraverso la fantasia, il gioco, l’avventura la vita all’aria aperta, l’esperienza comunitaria, la progressiva ricerca di senso della vita e lo sviluppo della dimensione sociale e spirituale, lo scautismo risponde alle tante e autentiche domande dei giovani sulla vita e sul crescere in essa. Baden Powell, grazie alle sue intuizioni pedagogiche, aveva indicato in “quattro punti” i fondamenti del metodo scout: formazione del carattere, abilità manuale, salute e forza fisica, servizio del prossimo.

Scout durante un'escursione.
Scout durante un’escursione.

LE BRANCHE – Lo scautismo si rivolge a ragazzi dai 7-8 anni fino ai 20-21, articolandosi in tre fasce di età (o branche): da 7-8 a 11 anni i bambini e le bambine vivono nel “branco” o nel “cerchio” come lupetti o coccinelle; dagli 11-12 ai 16 anni ragazzi e ragazze sono nel “reparto” come esploratori e guide; dai 16-17 ai 20-21 i giovani, uomini e donne, sono nel “clan” come rovers e scolte.

LA PROMESSA – Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio paese; per aiutare gli altri in ogni circostanza; per osservare la legge scout. Con questa Promessa, pronunciata a circa 12 anni il ragazzo non solo entra a far parte della grande famiglia degli scout, ma si impegna di fronte a Dio ed al mondo, forte della fiducia che sente riposta in lui e della libertà con cui aderisce a questo ideale, per giocare un ruolo responsabile nella vita.

Daniele Cona

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