Calogero è un ragazzo affetto da una patologia rara ma con una grande voglia di godersi la vita. Appena ha appreso dalla televisione che Papa Francesco aveva indetto il Giubileo per l’anno 2025, nei suoi occhi si è accesa una luce e ha espresso a noi il desiderio di andare a Roma, che noi, da genitori, abbiamo subito condiviso. Casualmente, un giorno si è aperta una porta: sui social vediamo un annuncio dell’Ufficio catechistico diocesano nel quale il gruppo “Fede e luce” organizzava un pellegrinaggio di tre giorni proprio a Roma. Una gioia immensa e negli occhi di Calogero si è letta subito la felicità di poter esaudire il proprio desidero. Abbiamo subito colto al volo l’occasione e abbiamo aderito. Oggi raccontare quell’esperienza è sempre un’emozione indescrivibile.

È stata un’esperienza davvero fantastica, vissuta insieme al gruppo di fedeli di tutte le fasce di età, paesani e non, dove l’essere gruppo, l’essere famiglia, la preghiera e, soprattutto, le emozioni, sono stati gli elementi dominanti. L’andare in processione portando la Croce per varcare la Porta santa della Basilica di San Pietro, ha davvero lasciato dei momenti incancellabili nella nostra vita e, soprattutto, in nostro figlio Calogero. La visita alla tomba di Papa Francesco è stata particolarmente emozionante e commovente: Calogero si è inginocchiato e si è messo in preghiera per il Pontefice scomparso. Un altro momento particolare vissuto durante il pellegrinaggio è stato l’incontro internazionale con i gruppi del mondo di “Fede e Luce”. Durante quest’occasione Calogero, nella pausa pranzo, ha conquistato la simpatia di tutti, dimostrandosi un campione di socializzazione.
Quest’incontro ha rappresentato il coronamento e la giusta chiusura di questo pellegrinaggio, di questo sogno che per una fatalità divina è potuto diventare realtà. Siamo stati in 50 a vivere questa esperienza meravigliosa a Roma, operatori, genitori, don Nicola Patti, fra Michele Barone, Alberto Alagna, responsabile regionale di “Fede e Luce”, Vito Scalisi, sindaco di Salemi. L’intera Diocesi era rappresentata: i partecipanti provenivano da Salemi, Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Castelvetrano e Sciacca.
Vita Armata ed Emilio Bellomo per Condividere


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