Carissimi tutti, ritorna la festa della Madonna del Paradiso (Patrona della Diocesi), tanto cara e attesa in quest’anno giubilare in cui siamo invitati a essere “pellegrini di speranza”. Il Verbo di Dio, primo pellegrino di speranza, ha posto la sua dimora in mezzo a noi e ci ha aperto la porta della salvezza. «Una donna ha chiuso la porta del cielo, una donna l’apre per noi, Maria, la madre del Signore». Questa antifona proposta dalla Liturgia delle Ore, oltre a condurci nel santuario del cielo ove Maria risplende in «anima e corpo», ci introduce nella casa di Nazaret, spesso raffigurata con una grande porta aperta sullo sfondo della scena dell’Annunciazione.

La casa di Nazaret è, infatti, “porta santa” che collega la terra con il «cielo aperto» (Gv 1,51). Dentro le sue pareti, ove Gesù cresce «in sapienza, età e grazia» (Lc 2,52) si realizza il sogno che fa dire a Giacobbe: «questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo» (Gn 28,17). Nel Salterio preghiamo con l’orante biblico che il Signore, «grande nella sua potenza», ama le porte di Sion e ne rinforza le sbarre (cf. Sal 147,13), non per impedirne l’accesso ma per regolarne l’afflusso consentito ai giusti (cf. Sal 118,19-20), a coloro a cui egli stesso bussa e non gli fanno trovare chiusa la porta (cf. Ap 3,20), come quella a cui batte, invano, un amico a mezzanotte per chiedere in prestito tre pani da offrire a un ospite giunto a casa sua da un viaggio (cf. Le 11,58).
Carissimi fratelli e sorelle, la Madre di Gesù e nostra, «porta felice del cielo», ci aiuti a spalancare la porta del cuore e ravvivi in noi la preghiera dei pellegrini che salgono a Sion, i quali, giunti alle porte di Gerusalemme varcano la soglia del tempio acclamando: «alzate, o porte, la vostra fronte, alzatevi, soglie antiche, ed entri il re della gloria» (Sal 24,7). A che giova che le porte si aprano se poi la porta del cuore non si apre ad accogliere il Signore Gesù e i fratelli? In questa festa, in questa chiesa giubilare, auguro a quanti si recano in questo Santuario, per onorare la Regina del Paradiso, di alzare lo sguardo: «da dove mi verrà l’aiuto, il mio aiuto viene dal Signore» (Sal 121,1-2); dilatare gli spazi del cuore per incontrare e accogliere il Signore e i fratelli, «l’avete fatto a me» (cf. Mt 25); liberare i doni della redenzione per metterli al servizio degli altri, specialmente dei più piccoli e dei poveri. Coltiviamo l’unità e costruiamo la pace.
Monsignor Angelo Giurdanella, Vescovo
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