Anche in Diocesi di Mazara del Vallo c’è una parrocchia dedicata a San Giovanni Maria Vianney (si trova a Marsala), presbitero francese, reso famoso col titolo di Curato d’Ars per la sua intensa attività di parroco in questo piccolo villaggio dell’Ain. Oggi – 4 agosto – nella memoria di San Giovanni, il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella ha inviato, con una lettera, gli auguri a tutti i presbiteri della Diocesi. «La Chiesa non inventa la santità di un cristiano: la riscontra, la definisce, la propone come attraente e imitabile. I santi, gli “amici di Dio”, affermava il santo Curato, si riconoscono dappertutto. Dappertutto e sempre, potremmo aggiungere noi. Un santo, un santo prete si riconosce da come vive il quotidiano», scrive il Vescovo. «Il Curato – aggiunge il Vescovo – pregava dalle cinque alle otto ore al giorno, confessava circa dodici ore al giorno, la sua resistenza era davvero impressionante. Minimizzava spesso la durezza di ciò che si imponeva, rifacendosi alle sue origini contadine e alla educazione ricevuta: “ho la pelle dura…” in campagna la gente è resistente. Dopo aver mangiato qualche cosa e riposato due ore posso ricominciare». E monsignor Giurdanella aggiunge: «Un santo, un santo prete, si riconosce da come affronta le prove della vita e quelle del cammino verso la meta, sfiancante e appagante, della santità. Per il Curato le prove furono molte e aspre: dalle opposizioni e calunnie alle furibonde persecuzioni diaboliche, dalle diffidenze e gelosie dei confratelli al disagio nella difficile collaborazione con un giovane cappellano; dalla salute compromessa da un lavoro sfibrante e da incredibili penitenze».
Il Vescovo, rivolgendosi ai presbiteri, scrive in un passaggio della lettera: «Il segreto di una vita santa è l’amore. Un santo, un prete santo si riconosce da come ama e da come muore. Vi ringrazio per la vostra vita donata, per le vostre fatiche quotidiane, per la vostra generosità nell’esercizio del vostro ministero. Svolgete servizi diversi ma tutti preziosi per l’edificazione di una comunità viva e alla sequela del divino Maestro». Il Vescovo ha anche rivolto gli auguri per l’83° compleanno di don Giuseppe Ponte, che ricorre proprio oggi.


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