[LA PROPOSTA] Don Fiorino: «Svegliarsi dal torpore, integrare spiritualità con impegno civico»

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Partecipare alla Scuola di formazione all’impegno sociale e politico della Diocesi e aderire al nascente laboratorio per le politiche sociali, sanitarie, giovanili e scolastiche. Sono queste le due proposte di don Francesco Fiorino, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, rivolte a chi «desidera svegliarsi dal torpore dell’individualismo e del disimpegno civile». Le due proposte sono nate dopo le ultime vicende giudiziarie che hanno interessato personaggi politici in Sicilia: «Non possiamo continuare ad assistere a sempre nuovi scandali, come quelli recenti, che si verificano nella nostra terra con indifferenza, magari allontanandoci delusi dalla partecipazione sociale e politica, lasciando così le nostre istituzioni democratiche in balìa di avventurieri e approfittatori», dice don Fiorino.

Da qui «l’urgente bisogno di cristiani adulti con una fede convinta, non di semplice facciata: una fede centrata nel Vangelo, capace di ispirare stili di vita coerenti e scelte coraggiose», dice ancora don Fiorino, pronto a ribadire che «ridurre la fede cristiana ad una esteriore religiosità equivale a rinnegarla».

Don Francesco Fiorino si rifà alla formula educativa di San Giovanni Bosco: «Buoni cristiani e onesti cittadini», perché è necessario integrare la spiritualità con l’impegno civico, per saper vivere i valori evangelici nella vita quotidiana, nel servizio e nel rispetto delle leggi. «È giunta l’ora di impegnarsi attivamente», ribadisce ancora don Fiorino. Come? «Nel sociale, esprimendo e dedicando attenzione a chi è nel bisogno; nella politica, concependola e vivendola come servizio; nella lotta alla mafia, nella sfida educativa, nella promozione della pace, nella difesa della “casa comune” del creato».

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