[LA STORIA] Maria Mezzapelle: l’incontro, le lettere e quell’amicizia con Nino

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Un’amicizia nata per caso, alimentata da un’intensa corrispondenza epistolare. È quella che ha vissuto la marsalese Maria Mezzapelle con Nino Baglieri, già cooperatore salesiano, costretto a vivere parte della sua vita sulla sedia a rotelle e morto nel 2007. Dopo la sua morte, i cimeli e le testimonianze della sua vita sono diventati un museo itinerante che, nei giorni scorsi, ha fatto tappa a Marsala. E, in quell’occasione, Maria Mezzapelle ha raccontato la sua testimonianza, accolta da tutti con grande commozione. Ma chi è Nino Baglieri, questo uomo per il quale nel 2024 si è chiusa la fase diocesana del processo di beatificazione? Nato a Modica nel 1951, a 17 anni rimane vittima di un incidente: cade da un’impalcatura, facendo un volo di 17 metri. Da lì inizia il suo calvario: si infrangono i sogni di un giovane.

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Per i medici il caso si presenta subito disperato e arrivano a proporre alla madre l’eutanasia. La donna si oppone dicendo: «Il Signore me lo ha dato, il Signore quando vuole se lo riprende». Dopo diversi interventi e quasi due anni di ricoveri ospedalieri senza alcun risultato torna a casa tetraplegico, incapace di qualsiasi benchè minimo movimento. Ritornato a casa nel 1970, devastato nel fisico ma ancor più nell’anima, si rinchiude in un isolamento sempre più totale, rifiutando ogni contatto con l’esterno, arrabbiato con Dio e con il mondo, imprecando e bestemmiando tutto il giorno fino a quando nel 1978 un gruppo di preghiera del Rinnovamento dello Spirito, di cui la mamma fa parte, organizza un momento di preghiera a casa di Nino. Durante tutta la preghiera Nino avverte un calore in tutto il corpo. Nei suoi scritti si legge «come una forza nuova entrava in me e qualcosa di vecchio usciva». Non si tratta però della guarigione fisica che lui tanto sognava, ma della guarigione dello Spirito.

Da quel preciso istante per lui inizia un cammino all’insegna della speranza e della gioia, con una esplosione di vitalità, da comunicare agli altri. Comincia a scrivere con la bocca i suoi pensieri e le sue preghiere, intraprendendo corrispondenze epistolari con gente desiderosa di un incoraggiamento per festeggiare la vita nonostante le croci che ciascuno portava. Gira per il mondo portando la sua esperienza, testimoniando come si può abbracciare la croce con gioia. Si spegne il 2 marzo 2007. «Nino è il Santo della porta accanto», ha detto il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella che ha conosciuto Baglieri. Il Vescovo ha raccontato commosso l’amicizia di Nino con Enzo Giurdanella, una persona non vedente. «Insieme uscivano in missione, andando a trovare altri ammalati. Come? Nino in carrozzella prestava gli occhi, Enzo le mani e i piedi per spingerlo», ha raccontato il Vescovo. 

Maria Marino per Condividere

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